Titolo pagina: Servizio Atri Risponde
Si rende noto a
tutti coloro che ci inviano domande su argomenti inerenti alle
patologie retiniche, che le risposte saranno date esclusivamente nella presente
rubrica "Atri Risponde".
Le risposte "personalizzate", saranno possibili solo per i nostri soci
e saranno inviate al loro indirizzo di posta elettronica.
In questa pagina troverete tutte le risposte alle domande che arrivano in redazione.
Se vuoi scriverci anche tu, Invia una domanda all'Atri.
15 Aprile 2012, abbiamo risposto alle mail di:
- Gabriella (Quartu s.e ca)
- elenaE (Roma)
- Laura (Monza)
- Daniela (Ferrara)
- Vittorio (Scafati(SA))
- Roberto (Padova)
- Teodora (Roma)
- Teodora (Roma)
- Pietro (Augusta)
- Viola (Udine)
- Francesca (Palermo)
- Cristina (Cagliari)
- Maria (Sinalunga- SI)
- Domenico (Torino)
- Carlo (Mode)
- Paola (Novara)
- Giulio (Enna)
- Gianni (Genova)
- Domenico (Milano)
- Mauro (Venezia)
Domanda ricevuta da Gabriella di Quartu s.e ca (15 Aprile 2012)
buongiorno vorrei sapere se perla mia patologia neurovascolarizzazione coroidale e giusta la puntura vitreale di avastin o se esiste qualcos altro visto che al momento me lanno proposta vi ringrazio gabriellaferru
Risponde Stefano Greci: Gentile Gabriella, la sua patologia, la neovascolarizzazione coroideale, È una delle complicanze più serie nella miopia patologica. Colpisce tra il 5 e il 10% degli occhi affetti da miopia patologica o degenerativa. Clinicamente si manifesta con visione distorta e annebbiata in presenza di emorragie sottoretiniche. All’esame oculistico si rilevano piccole emorragie retiniche. La neovascolarizzazione si presenta come una lesione grigiastra di piccole dimensioni e forma tondeggiante. All'esame fluorangiografico la neovascolarizzazione appare come un’area iperfluorescente. Talvolta nei casi di difficile localizzazione può essere decisiva l'angiografia con verde di indocianina. Con il passare del tempo la neovascolarizzazione costituisce la lesione nota come macchia di Fuchs. Con l'avvento della terapia fotodinamica (PDT) è cambiato il trattamento della neovascolarizzazione miopica. Questa terapia è più specifica e risparmia la retina sovrastante la lesione. Sono spesso necessari due o più trattamenti, a causa della riattivazione della CNV. I vantaggi rispetto al laser termico possono far optare per la PDT in tutti i casi. Ma la terapia della neovascolarizzazione mediante l’impiego di farmaci antiangiogenici (Avastin, Lucentis, Macugen), rappresenta oggi una nuova forma di trattamento efficace e sicura a lungo termine. Presso tutti gli ambulatori pubblici accreditati dei vari presidi oculistici negli ospedali italiani vengono settimanalmente sottoposti a trattamento con farmaci numerosi pazienti affetti da neovascolarizzazione in miopia degenerativa. La possibilità di impiegare farmaci ad azione specifica, consente di garantire al paziente la possibilità di conservare la propria capacità visiva anche dopo molti anni dal trattamento, così come per la maculopatia legata all’età. Cordiali saluti.
Domanda ricevuta da elenaE di Roma (11 Aprile 2012)
Buongiorno Dott. Greci, volevo sapere un'operazione con il laser per l'ipermeropia può avere peggiorato una retinite pigmentosa fino a quel momento silente.
Mi spiego mia madre e mio fratello sono affetti da retinite pigmentosa, a me fino dicembre 2009 non era stata diagnosticata, a gennaio 2010 mi hanno operato ad entrambi gli occhi con il laser da quel momento non ho visto mai più bene tutto intorno al centro vedo malissimo, offuscato, molto appannato e al centro mi hanno fatto diventare miope, nel 2010 ho fatto un campo visivo e si vedeva un'iniziale retinite nel 2011 è peggiorata un pò, nel 2012 è più che raddoppiata l'assenza del campo visivo lateralmente e la visione scotopica (mi sembra) ridotta nel 2011 è assente nel 2012. Vorei sapere se può essere stato l'intervento a peggiorare a innescare questa cosa e a causarmi un peggioramente così veloce. Sto prendendo vit.a palmitate da un abbo ininterrottamente e l'omega 3 ma non vedo alcun beneficio visto che la vista scende repentinamente.
grazie e cordiali saluti
Risponde Stefano Greci: Gentile Elena, non è possibile dare un giudizio “scientifico” del suo caso o di casi analoghi in quanto non esiste e non è mai stato fatto alcuno studio in proposito. Probabilmente perché le forme di RP sono molte e molto variabili anche all’interno dello stesso nucleo familiare. Indispensabile e confortante sarebbe invece uno studi a tal proposito coadiuvato da indagine molecolare dei pazienti. Certo una anamnesi oftalmologica che sappia individuare in modo cronologico i traumi o gli stress dei pazienti collegandoli poi a conseguenti variazioni visive, non è, evidentemente, semplice. Rimarrebbe sempre una certa empiricità dei casi analizzati. Però è anche vero, per quanto mi riguarda e per quanto concerne molti casi da me conosciuti, che possa esistere un nesso causale fra trauma e peggioramento della RP o addirittura insorgenza della stessa nei casi in cui essa sia apparentemente assente. A mio giudizio, ma è una mia opinione ripeto, è molto probabile che il suo caso sia proprio così. Non a caso molti specialisti raccomandano particolari attenzioni da traumi fisici e psicologici ai pazienti affetti da RP. Il problema di fondo, cara Elena, è però riuscire a dimostrare il nesso di causalità in queste situazioni e laddove si voglia intervenire (legalmente intendo), è praticamente impossibile dimostrarlo. Cordiali saluti.
Domanda ricevuta da Laura di Monza (10 Aprile 2012)
Buongiorno, potete dirmi se il collirio ngf per la cura del glaucoma è disponibile? Sapete, in caso di risposta negativa, se e quando lo sarà? Inoltre esiste in qualche parte del mondo un centro che curi il nervo ottico "rovinato" dal glaucoma?
GRazie
Risponde Stefano Greci: Gentilissima Laura, le rispondo iniziando dalla seconda delle sue domande. Qualsiasi terapia, trattamento o cura per qualunque patologia conosciuta e quindi sperimentata e testata secondo i criteri riconosciuti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità viene sottoposta al vaglio dei vari enti preposti in tutti i paesi del mondo. La conseguenza è che tale terapia o cura è normalmente conosciuta, riconosciuta e somministrata normalmente ai pazienti di tutto il mondo, come ad esempio in campo oftalmologico i recenti nuovi farmaci per la cura della maculopatia senile. In sintesi, una cura od un farmaco riconosciuti ad esempio, negli USA, lo troverà anche qui da noi. Cosa diversa potrebbe essere (ma non è detto), per la capacità tecnologica in campo chirurgico. Per quanto attiene al collirio NGF le posso dire che attualmente non è in commercio, ma potrà ricavare informazioni preziose al riguardo visitando proprio in questo sito il nostro Forum alla discussione dal titolo “collirio ngf”. Cordiali saluti.
Domanda ricevuta da Daniela di Ferrara (6 Aprile 2012)
Gentile dottor Greci, buongiorno.
Mio papà, 82, sta facendo punture di Avastin da 4 mesi, però gli è stato detto oggi, dopo la puntura, che sta peggiorando nonostante le punture (non ho gli esami sotto mano, ma lui mi ha detto che che da 8 è passato a 2 ma non conosco i parametri a cui papà si riferiva...). E' in cura a Ferrara. A Bologna in dott. Giovannini aveva detto che se Avastin non avesse funzionato, si poteva provare il Lucentis, però potrebbe avere controindicazioni perchè mio papà è iperteso e potrebbe avere come effetto possibile anche ischemie...Vale la pena provare questa alternativa? a Ferrara gli han detto che hanno più o meno lo stesso principio attivo di tipo cortisonico. Ho letto quello che ha già dettagliatamente scritto Lei. In sostanza, vale la pena provare a cambiare, o i due medicinali sono simili (visto che poi il secondo non verrebbe passato dalla mutua, e ci dicevano piuttosto costoso - sugli 800 euro a puntura...)? Avremmo proprio bisogno di un consiglio, anche di eventuali posti dove andare, se per voi possibile. Grazie molte,
un saluto cordiale, Daniela
Risponde Stefano Greci: Gentile Daniela, la cosa così come la espone non è chiarissima ma penso che sia opportuno potersi fidare degli specialisti. La molecola cortisonica a cui lei fa riferimento dovrebbe essere il Triamcinolone che è una molecola utilizzata nei casi di retinopatie diabetiche o comunque dove si presentano edemi maculari. La molecola di Lucentis è la stessa di Avastin però è più piccola e la sua azione in alcuni casi si è dimostrata migliore di quella di Avastin. Il lucentis non era mutuabile fino a poco tempo fa a tutti quei pazienti che presentavano un visus oggettivo di 2 decimi o superiore. In realtà da pochi mesi il SSN ha concesso la mutuabilità anche a pazienti con un visus inferiore ai 2 decimi per cui, per quanto abbiamo anche riportato su questo sito recentemente, non si dovrebbe pagare se non il ticket (per chi non fosse esente). Devo però dire che la cosa non è chiara almeno a livello nazionale e sembra che sia variabile da regione a regione. Dovrebbe informarsi presso l’assessorato alla sanità della sua regione per sapere esattamente come stanno le cose. In tempi di tagli indiscriminati basta una circolare per cambiare le cose da un momento all’altro. Detto questo però, data l'età di suo padre e i rischi che il dottor Giovannini le ha descritto, la mia personale opinione sarebbe quella di non rischiare complicanze ulteriori ma ovviamente la scelta finale deve essere del paziente. Cordiali saluti.
Domanda ricevuta da Vittorio di Scafati(SA) (1 Aprile 2012)
Spett.le Atri,
vi scrivo perchè mi madre è affetta da degenerazione maculare asciutta (non secretiva) principalmente all'occhio destro, ma anche a sinistra.
Ha iniziato ad avvertire i primi disturbi nel 2007 ed ha eseguito il test di Amsler, da cui è emersa la visione di linee ondulate e distorte.
Da allora prende antiossidanti (Macular, Refolit, Preservision 3),poichè non esiste una cura ufficiale che possa risolvere o almeno arrestare la degenerazione di questa malattia.
Il suo oculista le ha riferito di una sperimentazione in corso negli USA, quindi mi chiedevo se potevate aiutarmi a sapere a che punto è e di cosa si tratta.
Ringraziandovi anticipatamente vi invio cordiali saluti.
Vittorio De Paola
Risponde Stefano Greci: Gentile Vittorio, l’unica sperimentazione importante per AMD secca condotta in America è quella con cellule staminali embrionali della ditta Advanced Cell Technology (ACT). Stanno reclutando pazienti dai 55 anni in su, sia maschi che femmine,in fondo ho messo il link per accedere al sito clinicaltrials.gov nella pagina che spiega le modalità del trials. E’ in inglese, parla sia dei criteri di inclusione sia di quelli di esclusione al trial,spiega gli scopi della sperimentazione e dove e da chi viene eseguita,ci sono anche degli indirizzi mail ai quali chiedere più informazioni. le faccio un riassunto sommario grazie all’aiuto e alla traduzione di Maddalena Bertante (nostra collaboratrice): “La sperimentazione ha lo scopo di verificare la tollerabilità o l’insorgenza di eventuali effetti di pericolosità, deve poi verificare che le cellule attecchiscono e trovare la dose migliore per dei risultati apprezzabili. Il trattamento consiste in una iniezione nello spazio subretinico di cellule di epitelio pigmentato retinico ottenute in laboratorio trattando cellule staminali embrionali. vengono trattati 12 pazienti suddivisi in 4 gruppi. Al primo gruppo di 3 pazienti vengono introdotte 50.000 cellule al secondo gruppo 100.000 cellule al terzo gruppo 1500.000 cellule al quarto gruppo 200.000 cellule Viene trattato un occhio e vengono tenuti sotto controllo tanti parametri per verificare tutte le possibilità o l’insorgenza di qualsiasi intolleranza.” Ecco il link che può consultare: http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT01344993?term=dry+amd&rank=1
Domanda ricevuta da Roberto di Padova (6 Febbraio 2012)
Sono un uomo di 49 anni con ambliopia all'occhio sx dalla nascita (uso solo il dx). Nel 1994 ho avuto il primo episodio di corioretinite sierosa all'occhio dx; si è poi ripetuta nel 2004 dopo grave incidente stradale; è poi rimasto un pò di liquido ma visus 10/10. L'anno scorso il liquido è aumentato ed il visus diminuito; dopo visita dal Prof. Bandello è stata effettuata la terapia fotodinamica. Ma i risultati non sono stati quelli auspicati: è rimasto del liquido in zona centrale, con visus 9/10 corretto con lenti. Ora da ultimo OCT il liquido tende da aumentare ed il visus è diminuito da lontano a mx 6/10 con lenti (non ho distorsioni).
Vorrei sapere se in questi casi è possibile ripetere la PDT e con quali risultati. Grazie. Distinti saluti.
Risponde Stefano Greci: Gentile signor Roberto, premesso che possibilità di recidive nelle csc non sono affatto rare, nel suo caso penso che debba prima di tutto fare una angiografia di controllo da uno specialista retinologo di sua fiducia (il prof. Bandello da lei citato è piuttosto bravo(, dato che ogni situazione è assolutamente soggettiva. Solo il parere dello specialista dopo averla accuratamente visitata potrà dare una risposta certa alle sue domande. Cordiali saluti.
Domanda ricevuta da Teodora di Roma (23 Gennaio 2012)
Caro Simone, ti faccio un ritrattino anatomico dei miei occhi per chiederti se, a tua conoscenza, esistano normative specifiche per tutelarmi sul posto di lavoro. In OS, atrofia diffusa epr con rimaneggiamento più marcato in sede foveale, foro lamellare, evidenza di trazione verticale interpapillomaculare. In OD ho cataratta corticale posteriore, rarefazione epr e depigmentazione foveale, membrana epiretinica. Il tono è di circa 18 entrambi OO; in entrambi, stafiloma miopico grave peripapillare. Con correzione, l'occhio sx ha un visus di circa 7 per il lontano (il problema è che per il vicino vedo con difficoltà il III c), molte miodesopsie, annebbiamenti e riduzione severa della visione notturna. L'occhio dx devo operarlo di cataratta e quindi si vedrà in seguito. Immagino che, con una VOS di circa 6/10, non avrò diritto all'invalidità (che peraltro mi auguro vivamente di non raggiungere), ma per la mia condizione clinica e i rischi o le degenerazioni collegati (maculopatia emorragica e/o secca), c'è una qualche previsione legislativa che imponga al datore di lavoro, che so, di farmi operare in ambienti a prevalenza di luce naturale, poco polverosi, con pause nei momenti in cui ho annebbiamenti di vista mentre lavoro al pc? Un saluto cordiale
Risponde Sandra Manescalchi: Gentile Sig.ra Teodora, l'obbligo, per il datore di lavoro, di affidare al lavoratore mansioni confacenti alle sue patologie sussiste solo nei confronti di coloro cheappartengono alle categorie protette, assunti ai sensi della Legge 68/1999. Da sottolineare, anzi, come sia pericoloso nel caso concreto palesare al datore di lavoro una qualsiasi forma di invalidità, che renda difficoltoso lo svolgimento delle proprie mansioni. Cordiali saluti
Domanda ricevuta da Teodora di Roma (23 Gennaio 2012)
Carissimi, ho 47 anni. Miopia elevata (-20 OS, -23 OD),
A seguito di facoemulsificazione per cataratta corticale posteriore OS, i valori OS sono: + 0,50 sf, -2,00 ax 170; II c con difficoltà.
Il quadro anatomico è un disastro entrambi OO. In OS, atrofia diffusa epr con rimaneggiamento più marcato in sede foveale, foro lamellare, evidenza di trazione verticale interpapillomaculare. In OD ho cataratta corticale posteriore, rarefazione epr e depigmentazione foveale, membrana epiretinica. Il tono è di circa 18 entrambi OO.
Avrei ben due domande: 1) devo sottopormi a intervento di facoemulsificazione anche in OD. Mi hanno parlato di una procedura che permette di limitare, quanto più possibile, traumatismi e evtl. lesioni regmatogene: consiste dapprima nella sola aspirazione, e poi nell'uso del dispositivo a ultrasuoni partendo dal valore minimo e aumentandolo solo se del caso. Ne siete al corrente?
O conoscete qualche tecnica particolare che mi permetta di contenere quanto più possibile gli effetti collaterali di calore e liquidi in sede di operazione? 2) C'è, a vostra conoscenza, qualcuno a Roma che abbia casistica operatoria su condizione affine alla mia? Con ogni cordialità
Risponde Stefano Greci: Gentile Teodora, per quanto riguarda la seconda domanda le rispondo che non conosciamo a Roma una casistica affine alla sua, nel senso che non abbiamo dati in proposito per nessuna clinica oculistica romana. Per quanto riguarda invece la prima domanda, come già da lei rierito anche sulle pagine del nostro FORUM, si dovrebbe trattare del laser a femtosecondi che permette migliori prestazioni chirurgiche nel trattamento della cataratta e delle sue conseguenze. Penso sinceramente che se le è stato consigliato questo sistema innovativo da specialisti di sua fiducia che hanno potuto verificare la situazione del suo occhio, non credo ci possano essere problemi nel procedere all'intervento. Cordiali saluti.
Domanda ricevuta da Pietro di Augusta (5 Gennaio 2012)
Sono una donna di anni 67, mi sono operata a tutti e due gli occhi di cataratta, causa la miopia. Chiedo, è possibile che la miopia ritorni? Inoltre perchè ho di tanto in tanto dolori agli occhi e mi lacrimano? Il medico che mi ha operato mi fa mettere le goccie per la lubrificazione per 5 gg. Datemi un consiglio. Grazie e Buon Anno
Risponde Stefano Greci: Gentile signor Pietro, la miopia è un difetto refrattivo che non è possibile modificare se non talvolta con appositi interventi. Operando la cataratta non si modifica il quadro clinico della miopia che rimane immutato. Piuttosto penso che lei volesse chiedere se la cataratta puo essere recidivante e le rispondo che in una certa percentuale di casi succede di si. Si tratta della cataratta secondaria a cui in genere è possibile porre rimedio con un ulteriore masemplice intervento amulatoriale effettuato con un laser che "ripulisce" il cristallino artificiale. Per quanto riguarda il dolore e la lacrimazione penso che sia dovuta ad una situazione transitoria che dovrebbe passare nel giro di giorni o al massimo qualche settimana. Se dovesse perdurare ritorni dal suo specialista di fiducia e faccia ulteriori controlli. Cordiali saluti
Domanda ricevuta da Viola di Udine (28 Novembre 2011)
Buona vita, da esami recentemente eseguiti mi è stata riscontrata una VEGF con edema sottoretinico, mi è stato proposto come farmaco Avastina intraoculare, dalla documentazione su internet ho letto che sarebbe meglio il Macugen; mi potreste indicare la differenza? Non mi è molto simpatico iniettare un farmaco di cui nemmeno si sanno gli effetti e che non dà nemmeno la sicurezza di un miglioramento. Grazie!
Risponde Stefano Greci: Gentile Viola, Intanto c’è da dire che i farmaci esistenti nel trattamento dell’edema maculare e delle neovascolarizzazioni sono tre; Lucentis, Macugen e Avastin. Il Lucentis (nome della molecola, Ranibizumab), è nato esplicitamente ed esclusivamente per uso oculistico e per combattere la degenerazione maculare senile. L’Avastin (Bevacizumab), è nato come farmaco antitumorale per combattere il tumore del colon-retto, poi, con dosi ovviamente diverse e modalità di somministrazione opportuna, ha trovato un impiego in oftalmologia. Lucentis e Macugen (Pegaptanib) sono registrati per il solo uso oftalmico. Macugen e Lucentis sono stati studiati specificatamente per uso oculare dopo un rigoroso e lungo processo di sperimentazione, hanno ricevuto l’approvazione FDA negli Stati Uniti e EMEA nell’Unione EUROPEA Bevacizumab (Avastin), è un anticorpo monoclonale che, legandosi al fattore di crescita delle cellule endoteliali vascolari (VEGF), promotore chiave della vasculogenesi e dell’angiogenesi, impedisce a quest’ultimo di legarsi ai suoi recettori, Flt-1 (VEGFR-1) e KDR (VEGFR-2), sulla superficie delle cellule endoteliali. Bevacizumab non ha indicazioni oftalmiche (uso off-label) ma il suo impiego è supportato da una ricca letteratura, che ne documenta efficacia e tollerabilità, e da un parere favorevole dell’AIFA che ne supporta l’uso nel trattamento delle maculopatie essudative e del glaucoma neovascolare, come espressamente riportato negli aggiornamenti pubblicati dalla Società Oftalmologica Italiana (SOI). Ranibizumab (Lucentis), è un frammento di un anticorpo monoclonale umanizzato prodotto nelle cellule di Escherichia coli mediante tecnologia da DNA ricombinante diretto contro il fattore di crescita endoteliale vascolare umano A (VEGF-A). Esso si lega con un’elevata affinità alle isoforme del VEGF-A (per es. VEGF110, VEGF121 e VEGF165), prevenendo così il legame del VEGF-A ai suoi recettori Flt-1 (VEGFR-1) e KDR (VEGFR-2). Pegaptanib (Macugen), è un oligonucleotide peghilato modificato che si lega con elevata specificità ed affinità al Fattore di Crescita Vascolare Endoteliale extracellulare (VEGF165) inibendone l’attività. Il VEGF165 è la isoforma preferibilmente coinvolta nella neovascolarizazione oculare patologica. L’inibizione selettiva negli animali trattati con pegaptanib ha dimostrato la stessa efficacia dei pan-VEGF nel sopprimere la neovascolarizzazione patologica, mentre contrariamente ai pan-VEGF, non ha indotto evidenti effetti sulla vascolarizzazione normale. Per questo, il profilo di tollerabilità sistemica del pegaptanib appare migliore rispetto a quello degli altri pan-VEGF. Occorre osservare, tuttavia, che sulla base di quanto mostrato dai principali studi clinici, Pegaptanib sembrerebbe essere leggermente meno efficace di Ranibizumab. Cordiali saluti.
Domanda ricevuta da Francesca di Palermo (10 Novembre 2011)
Salve Simone, sono una ragazza di 24 anni affetta da miopia, retinite pigmentosa sin dalla nascita ma di averla scoperta tramite visite oculistiche da 5 anni a venire qua infatti tramite un esame chiamatosi tomografia ottica a radiazione coerente, mi hanno riscontrato presenze di aree nodulari cistiche iporeflettenti nello spessore retinico. dunque io con l'aiuto delle lentini riesco a visualizzare centralmente ma lateralmente non vedo niente solo nero e come se vivessi io in un imbuto e ci sono gli esami che parlano. Dottore ho fatto ricorso per avere almeno una pensione minima che mi dovrebbe spettare non posso portare macchina non sono in grado di compiere atti quotidiani della vita senza assistenza continua, sono affetta di malattia neoplastica in atto, ho un grave deficit visivo irreversibile, sindrome depressiva reattiva. insomma ho 24 anni non si scherza, voglio un suo consiglio mi spetterebbe la pensione? E quanto la percentuale? Per favore ci tengo che mi rispondiate sono in ansia la visita devo passarla a gennaio che già mi hanno mandato l'attestato di convocazione domanda di invalidità. Per favore che ne penza, le pongo cordiali saluti e grazie anticipatamente
Risponde Simone Vannini: Gentile Francesca, io mi limiterò solo a fornirti i parametri riguardanti il deficit visivo, tralasciando la malattia tumorale ed i problemi psichici. Per ottenere un trattamento pensionistico il deficit visivo deve essere tale da portare al riconoscimento di cieca totale o cieca parziale o ventesimista. I parametri sono contenuti nella Legge 138 del 2001, che potrai consultare anche sul nostro sito oppure leggendo alcune risposte pubblicate in queste pagine. Cordiali saluti.
Domanda ricevuta da Cristina di Cagliari (8 Novembre 2011)
Salve, sono un dipendente pubblico affetto da degenerazione retinica. Ultimamente ho grosse difficoltà a vedere al buio e nella penombra. Vicino a casa mia c'è un Assessorato dove io mi vorrei trasferire in modo da arrivarci sia a piedi che in pullman. Per trasferirsi da un assessorato ad un altro i direttori generali pretendono un cambio cioè bisogna che qualche collega di quell'assessorato voglia trasferirsi in quello dove io adesso presto servizio. Trovato il cambio, il direttore generale di quell'assessorato non mi vuole a causa dei miei problemi di vista. Sono molto dispiaciuta e non so cosa fare. C'è qualche legge che mi possa aiutare? Grazie.
P.S. I trasferimenti sono a discrezione dei direttori generali e sono obbligatori solo avendo la 104 che io non ho.
Risponde Simone Vannini: Gentilissima signora Cristina, la problematica proposta esula dalle competenze specifiche degli istituti di patronato ma è di natura strettamente sindacale. Le consiglio di rivolgersi al suo sindacalista di riferimento. Cordiali saluti. Massimo Ramenzoni
Domanda ricevuta da Maria di Sinalunga- SI (4 Novembre 2011)
Salve
mia mamamma di anni 73 e' affetta da degenerazione maculare secca da un po' di anni. Abbiamo girato e provato tanto, sapete dirmi se ci sono novita' e magari indicarmi qualche centro in zona Toscana ?
Ringrazio e cordialmente saluto
Maria
Risponde Stefano Greci: Gentile Maria, purtroppo ancora per la maculopatia atrofica (secca), non esistono trattamenti efficaci come per quella umida. Ci sono vari studi e sperimentazioni in proposito e si pensa che nel giro di pochi anni si potrà arrivare ad una cura. Le consigliamo comunque di far seguire sua mamma presso la Clinica Oculistica Universitaria di Careggi a Firenze dove troverà personale competente e aggiornato anche in questa patologia. Il numero telefonico per avere un primo appuntamento è il seguente: 055 79 47 000. Cordiali saluti.
Domanda ricevuta da Domenico di Torino (30 Ottobre 2011)
Salve sono un ragazzo di 29 anni con miopia elevata -13 occhio destro con coroidosi miopica e -15 occhio sin con distrofia epr maculare vedo molto male il mio visus corretto e 7 decimi a destra e 4 a sinistra volevo chiederle da 2 mesi mi e insorta diplopia,schema di hess e visita ortottotica dicono PL diplopia crociata con lieve d/s in P.P. e lateroversione sx max in deorsumversione sx PV diplopia crociata solo in lateroversione sx mi fanno effettuare rmn tutto a posto e bendare occhi alternativamente ma la diplopia persiste inoltre ultimamente faccio fatica a camminare in posti dove le pavimentazioni sn a scacchi vedendole ondulate e fatica di orientamento volevo sapere se dovrei fare altri esami agli occhi e se si quali vi ringrazio cortesemente distinti saluti
Risponde Stefano Greci: Egregio signor Domenico, dal suo referto non è possibile indicare altri esami oltre a quelli già consigliati. Questa eventuale possibilità la potrà stabilire solo un esperto oftalmologo dopo accurata e approfondita visita personale. Cordiali saluti.
Domanda ricevuta da Carlo di Mode (24 Ottobre 2011)
Dopo aver fatto numerose visite oculistiche e credo tutti gli esami possibili e immaginabili il problema dell'annebbiamento vista non mi è stato risolto,uno dei tanti oculisti ha sospettato un problema maculare solo da un esame fattomi su di un foglio a quadretti, mi prospetta punture negli occhi, di cosa si tratta? e perchè non risulta dai tanti esami eseguiti? grazie
Risponde Stefano Greci: Egregio signor Carlo, il "foglio a quadretti" da lei indicato non è altri che il "Reticolo di Amsler" ed è un tipo di esame per verificare i sitnomi di una eventuale maculopatia. Certo non è il solo e sono evidentemente necessari e determinanti esami diagnostici oggettivi come la fluorangiografia o anche l'OCT ed altri ancora. Se però lei mi dice che gli esami effettuati non le hanno prospettato nulla del genere e che solo con un esame come quello descritto le è stato consigliato un trattamento con iniezioni intravitreali con farmaci come Avastin o Lucentis. Se questo è veramente (e non ho ragione di dubitarne), la situazione in cui lei si è trovato, le consiglio vivamente di prendere tutti i suoi incartamenti e di recarsi presso un centro oculistico serio e qualificato. Cordiali saluti.
Domanda ricevuta da Paola di Novara (16 Ottobre 2011)
Mia madre, molto anziana e cardiopatica, abita con me in una
provincia diversa da quella di residenza, ma nella regione
Piemonte.Soffre da un anno di maculopatia secca in un occhio (solo 6 diottrie) e l'altro occhio è già andato perduto per maculopatia umida. Ora è stata riscontrata un'emorragia nella parte bassa della macula dell'occhio "buono". L'ospedale della mia provincia, nonostante sia in cura presso il primario da più di un anno, accetta di farle solo gli esami diagnostici più approfonditi ma nel caso abbia bisogno delle iniezioni intravitreali la demanda all'ospedale di residenza, che a differenza di questo non ha la certificazione per il trattamento della maculopatia. Non si sono nemmeno degnati di spiegare il motivo. Ritengo che trattare in questo modo una persona cardiopatica e che ha pagato le tasse per 60 anni sia indecoroso. Vi prego di chiarimi le idee. Non ci capisco più nulla ed inoltre ci sentiamo abbandonate. Disitnti saluti
Risponde Simone Vannini: Signora Paola, se lei fa riferimento ai farmaci antiangiogenici, deve sapere che sottostanno a precise regole di prescrizione e di somministrazione. Esistono parametri che deve valutare il medico, in base ai quali,potrà decidere se utilizzare un farmaco piuttosto che un altro. La invito a porre lo stesso quesito alla direzione sanitaria della clinica in oggetto, sapranno dirle perchè sua madre, per avere la terapia, si deve rivolgere altrove. Cordiali saluti.
Domanda ricevuta da Giulio di Enna (13 Ottobre 2011)
Buonasera, si mi chiamo Giulio. Vorrei cortesemente porre una domanda agli esperti in ricerca scientifica. Ci sono novità per quanto riguarda la proteina oncomodulina e se ci sono, in quali centri in italia e possibile rivolgersi?. Grazie e saluti
Risponde Stefano Greci: Gentile signor Giulio, riguardo alla proteina denominata Oncomodulina e rispetto alle già note informazioni pubblicate alcuni mesi or sono anche in queste pagine web, non ci sono novità in merito. Cordiali saluti.
Domanda ricevuta da Gianni di Genova (4 Ottobre 2011)
Mia sorella, affetta da glaucoma da molti anni, ha un visus moto manu. Vorrei sapere se esistono videoingranditori in grado di farle leggere qualcosa e di firmare e se esistono apparecchi che consentano di vedere in qualche modo la televisione. Grazie
Risponde Simone Vannini: Gentile signor Gianni, il residuo visivo di sua sorella, purtroppo, non dovrebbe permettere alcuna possibilità di utilizzare supporti visivi , come videoingranditori o programmi che ingrandiscono i caratteri. Tantomeno esiste un qualcosa che la possa mettere in condizione di vedere la televisione. Quello che le posso consigliare è di utilizzare sistemi con sintesi vocale, come i programmi screen reader per il computer, o strumenti di lettura a scansione. Cordiali saluti.
Domanda ricevuta da Domenico di Milano (30 Settembre 2011)
Buongiorno! Mio marito ha 40 anni ed è affetto da retinite pigmentosa, con visus bassissimo. Vorrei sapere se esiste una cura per migliorare. Grazie
Risponde Stefano Greci: Gentile signora, no! Non esistono cure, terapie o trattamenti che possano migliorare la patologia di suo marito. Cordiali saluti
Domanda ricevuta da Mauro di Venezia (27 Settembre 2011)
Salve, mi chiamo Mauro, ho 32 anni. Nel 2005 ho scoperto di essere affetto da retinopatia pigmentosa; la cecità notturna è un disagio con cui convivo da sempre, ma è lavorare al PC e leggere che crea un disturbo continuo, nonostante gli occhiali, perchè di fatto solo l'occhio sinistro funziona. L'anno scorso mi è stato negato il rinnovo della patente di guida da due medici, il terzo ha lasciato correre. Vorrei sapere se al mio caso potrebbe essere riconosciuta uno stato di invalidità. Grazie per l'attenzione
Risponde Simone Vannini: Gentile Mauro, la retinite pigmentosa è una patologia fortemente invalidante. Quindi credo che anche lei possa ottenere tale riconoscimento. Cordiali saluti.


