Proseguendo la navigazione in questo sito, acconsenti all'utilizzo dei Cookie. Per maggiori informazioni, clicca su Informativa Europea. Accetto Salta il menu e vai ai contenuti

Retina Italia Onlus / Sede territoriale Toscana

Cerca nel sito

Cerca nel sito

Dimensioni del testo

Dimensione testo a 14 pixel Dimensione testo a 16 pixel Dimensione testo a 18 pixel | Contrasto |
Ultimo aggiornamento: Lunedì 27 Marzo 2017
Ti trovi in: Home / Servizi / Il Consulente Risponde

Titolo pagina: Servizio de "Il Consulente Risponde"

Si rende noto a tutti coloro che ci inviano domande su argomenti inerenti alle patologie retiniche, che le risposte saranno date esclusivamente nella presente rubrica "Il Consulente Risponde".
Le risposte "personalizzate", saranno possibili solo per i nostri soci e saranno inviate al loro indirizzo di posta elettronica.

In questa pagina troverete tutte le risposte alle domande che arrivano in redazione.

Se vuoi scriverci anche tu, invia la tua domanda

1 Marzo 2017, abbiamo risposto alle mail di:


Domande Precedenti

Domanda ricevuta da Fabio di Ornago (1 Marzo 2017)
Buongiorno mi chiamo Fabio e dal 2009 sono affetto da distrofia dei coni con perdita della visione centrale (zona macula) ho un residuo visivo di 2 decimi nell'occhio sx e 2 decimi occhio dx. Leggendo la legge 138 (cisigliatami da Maddalena) ho visto che definisce ipovedente lieve chi ha un residuo di 3 decimi in entrambi gli occhi, in questo caso vuol dire che io ho un residuo di 2+2=4 decimi e non rientrerei nella categoria? Io sono interessato a sottopormi alla commissione non tanto per ottenere un invalidita che sicuramente non mi spetta, ma una percentuale di inabilità che mi permeta di entrare nelle categorie protette e cercare un nuovo lavoro. Abito in provincia di Monza a chi potrei rivolgermi per maggiori informazioni sull'intero iter? Mi sono da poco iscritto a Retina Italia ho gia effettuato il bonifico e spedita la lettera con l'iscrizione, ma probabilmente non è ancora arrivata, fatemi sapere se non potete rispondermi privatamente. Grazie Fabio

Risponde Sandra Manescalchi: Gentile Sig. Fabio, precisiamo innanzitutto che, sulla base della classificazione delle minorazioni visive di cui alla L. 138/2001, un residuo visivo pari a 2/10 in entrambi gli occhi individua una condizione di ipovisione medio-grave (art. 5 legge citata); ai fini della valutazione del residuo visivo, infatti, si considerano separatamente i due occhi, e non si sommano tra loro i decimi residui. La normativa vigente in materia di diritto al lavoro delle persone disabili (L. 68/1999) stabilisce che hanno diritto al collocamento mirato, tra gli altri, le persone non vedenti, intendendosi per tali i ciechi totali, i ciechi parziali e gli ipovedenti gravi, come definiti dagli artt. 2, 3 e 4 della stessa L. 138/2001; con la conseguenza che non hanno titolo per l’iscrizione alle liste speciali i soggetti affetti da ipovisione medio - grave. E’ pur vero che tali soggetti potrebbero essere valutati in sede di accertamento della invalidità civile, ottenendo il riconoscimento di una percentuale di invalidità pari al 30%, in applicazione della tabella dei deficit visivi, di cui al D.M. (Decreto del Ministero della Sanità)5 febbraio 1992. Tale percentuale è però insufficiente ai fini del collocamento mirato, in quanto la L. 68/1999 ammette ai benefici lavorativi, oltre ai non vedenti, coloro ai quali sia stata riconosciuta una invalidità civile superiore al 45%. Va tuttavia tenuto presente che, come si sarà reso conto leggendo il testo della L. 138/2001, ai fini della definizione delle varie minorazioni visive, la normativa fa riferimento non solo al visus residuo, ma anche al residuo perimetrico binoculare, cioè al campo visivo residuo, espresso in termini percentuali. Tale dato può essere accertato attraverso un particolare esame ( campo visivo computerizzato binoculare, tipo Zingirian Gandolfo o GISI); a seguito delle risultanze di tale esame sarà possibile valutare l’opportunità o meno di intraprendere l’iter necessario ai fini del collocamento mirato. Le suggerisco quindi di effettuare un CV binoculare e di rivolgersi ad un Patronato sindacale di sua fiducia, che sarà sicuramente in grado di fornirle tutte le informazioni necessarie, e di assisterla nella istruttoria di un’eventuale pratica. Cordiali saluti.

Domanda ricevuta da Leonardo di Fabriano (10 Febbraio 2017)
Salve mi chiamo Leonardo e sono affetto da Retinite Pigmentosa. Qualche mese fa sono stato in visita dal Prof Alfonso Giovannini a Bologna per un controllo. Il Professore mi ha consigliato di contattare la Dottoressa Passerini per quanto riguarda lo studio del genoma..purtroppo non sono riuscito a trovare un indirizzo email a cui contattare la dottoressa. E' possibile avere un contatto diretto con la dottoressa per avere informazioni più specifiche per quanto riguarda la ricerca sul genoma? Grazie in anticipo per la disponibilità. Leonardo

Risponde Stefano Greci: Per il sequenziamento dell'intero genoma non credo che basterà rivolgersi alla DR. Passerini, presso la AOU del Careggi, ma se invece lei dovesse fare riferimento ad un indagine genetica mirata a individuare la mutazione responsabile della sua RP, la SOD di diagnostica molecolare di Careggi, potrebbe fare al caso suo. Le consiglio di prenotare una visita presso l'oculistica del Careggi allo 055 7947000, dove di routine, per le distrofie retiniche ereditarie, effettuano anche il test genetico. Cordiali saluti.

Domanda ricevuta da marco di milano (27 Gennaio 2017)
Ho trovato questo articolo che parla della fenretinide per combattere l'accumulo di lipofuscina: http://www.atritoscana.it/ricerca_nuovi_trattamenti.asp Si dice che è ancora in fase di sperimentazione, ma ho trovato informazioni identiche risalenti a 10 anni fà. In 10 anni non c'è stato alcuno sviluppo? Nessuna novità a riguardo?

Risponde Stefano Greci: Gentilissimo signor Marco, scusandoci per il ritardo della risposta, purtroppo non possiamo fare altro che confermare lo stato sperimentale nell'utilizzo di tale molecola. Cordiali saluti.

Domanda ricevuta da Antonio di Caserta (16 Gennaio 2017)
Buongiorno. Ho riscontrato il mese scorso un distacco di retina all'occhio sinistro ed ho rinnovato la patente il luglio scorso. Il visus risulta attualmente 1/20 OS e 10/10 OD corretto (-3). Cosa devo fare ai fini della patente? Inoltre ho diritto a qualche tipo di invalidità ed eventuale 104? Inoltre ho letto che potrei ricevere un assegno per 13 mesi? Scusate per le mille domande ma non capita spesso una cosa del genere. Grazie

Risponde Stefano Greci: Caro Antonio, per quanto riguarda eventuali provvidenze economiche, sicuramente non ha diritto a quelle previste a favore dei ciechi civili, per le quali è richiesta almeno la cecità parziale (cioè un residuo visivo non superiore ad 1/20 ad entrambi gli occhi o all’occhio migliore, anche con eventuale correzione). Ugualmente per quanto riguarda l’invalidità ciivile; se non è affetto da minorazioni aggiuntive rispetto a quelle visive, potrebbe ottenere il riconoscimento di una percentuale di invalidità non superiore al 15%, molto lontana dalla soglia prevista per la concessione di pensioni o indennità. Potrebbe ottenere forse, a seguito di presentazione di specifica istanza all’Inps; , il riconoscimento dello stato di handicap (ai sensi della Legge 104/1992), questo status infatti, a differenza dell’invalidità civile e della cecità civile, non è ancorato a parametri oggettivi (quali il visus o la capacità lavorativa), ma dipende da fattori ambientali e socio culturali, concretandosi in una situazione di svantaggio sociale o di emarginazione del soggetto. Le ricordo comunque che lo stato di handicap non comporta il diritto a benefici di natura economica. ). Per quanto concerne infine la patente di guida (categorie A e B), il Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada del 1992 stabilisce che, per il conseguimento, la conferma di validità o la revisione della patente, è necessario che il richiedente possegga campo visivo normale e senso cromatico sufficiente per distinguere rapidamente e con sicurezza i colori in uso nella segnaletica stradale, una sufficiente visione notturna e la visione binoculare. La stessa disposizione precisa che occorre possedere un'acutezza visiva non inferiore ai dieci decimi complessivi, con non meno di due decimi per l'occhio che vede di meno, raggiungibile anche con lenti di qualsiasi valore diottrico, purché la differenza tra le due lenti non sia superiore a tre diottrie. Dovrebbe pertanto far presente la sua situazione alla Commissione competente, in sede di prossima visita per il rinnovo della patente, e, nel frattempo, astenersi dalla guida, al fine di evitare danni a sé stesso e/o agli altri. Cordiali Saluti. Sandra Manescalchi

Domanda ricevuta da Francesco di Poggio a Caiano (7 Gennaio 2017)
Salve, mi chiamo Francesco ed ho 40 anni. Fin da piccolo ho avuto problemi di ipoacusia. Dal 2004 mi è stata riscontrata,in seguito ad alcune visite, la definite pigmentosa. Ho fatto i vari passaggi per richiedere l'invalidita' civile ottenendo una percentuale pari al 60%. Con il passare del tempo ho fatto altri esami compresi quelli del dna che hanno evidenziato che la mia malattia è la sindrome di Usher del III tipo.In molti mi hanno consigliato di rifare il percorso,tramite domanda ad INPS, per ottenere il riconoscimento di una invalidità più alta perché mi spetta di diritto. Io prima di affrontare una nuova procedura volevo capire se veramente è come dicono molte persone oppure se invece vado incontro solo ad inutili perdite di tempo. Chiedo se posso parlarne con Lei visto che mia mamma è iscritta alla Vostra associazione da 13 anni. Grazie per la disponibilità, Saluti Francesco

Risponde Sandra Manescalchi: Caro Francesco, sono a sua disposizione per qualsiasi informazione e chiarimento. Le invierò privatamente, tramite e-mail, il numero telefonico al quale potrà contattarmi. Cordiali saluti. Sandra Manescalchi

Domanda ricevuta da Sandro di Forlė (15 Dicembre 2016)
Salve. Abito a Forlì e mio fratello soffre di Retinite Pigmentosa. E' possibile usufruire del servizio di Ausili e Tecnologie per l'Ipovisione dell'Ospedale di Firenze? Grazie e saluti. Sandro

Risponde Simone Vannini: Gentilissimo Sig. Sandro, la presa in carico di un paziente fuori regione presso il Centro di Riabilitazione Visiva "Carlo Monti", situato presso l'ospedale Careggi (FI), è possibile, e basterà che lei contatti il centro al seguente numero 0557849881 oppure inviando una mail a: pelucchv@aou-careggi.toscana.it. Cordiali saluti

Domanda ricevuta da Mary di L'Aquila (17 Novembre 2016)
Buongiorno, a un ragazzo di 33 anni con tetraparesi spastica ed ipovisione grave, vorrei sapere se esistono ausili da portare con gli occhiali che possono aiutarlo a vedere meglio. Luca ha 1/20 alla occhio DX e 1/10 a quello SX. Lui non è in grado di dirmi se vede meglio o peggio secondo le situazioni perchè ha problemi cognitivi quindi un'altra cosa che chiedo è: che tipo di visione ha Luca con il visus sopra scritto? In realtà cosa riesce a vedere? Lui ha praticamente solo la visione centrale perchè la patologia neurologica di base gli sta causando problemi al nervo ottico. Grazie infinite!

Risponde Simone Vannini: Gentile Marisa, la condizione visiva indicata equivale a vedere ad un metro quello che, con una vista normale, Luca avrebbe dovuto vedere a 10 metri. Suggerire strumenti galileiani o ausili è assai complicato, in quanto gli stessi prevedono la collaborazione attiva dell'individuo. Potrei suggerirti di metterti in contatto con un centro di riabilitazione visiva, dove eventualmente provare qualche dispositivo. Cordiali saluti.

Domanda ricevuta da Tommaso di Catanzaro (28 Ottobre 2016)
Salve, un anno fa mi si è staccata la retina dell'occhio e mi hanno operato; non vedo per niente. Ho diritto a qualcosa?

Risponde Sandra Manescalchi: Caro Sig. Tommaso, purtroppo le informazioni contenute nella mail non sono sufficienti per rispondere al quesito. Dovrei infatti conoscere il suo residuo visivo (visus) ad entrambi gli occhi, espresso in decimi, oppure il suo residuo perimetrico binoculare, valutato in termini percentuali mediante un campo visivo GISI o Zingirian-Gandolfo. Cordiali saluti.

Domanda ricevuta da Anna di Palermo (26 Agosto 2016)
Salve, sono affetta da retinite pigment­osa. Mi hanno parlato del dottor Carlo O­rione, che a Nizza Monferrato utilizza i­l laser RT per trattare questa patologia­. Voi ne siete a conoscenza? Oppure sape­te se la scienza ha fatto qualche altro ­passo avanti in merito? Nell'attesa di una vostra risposta, cor­diali saluti. Anna Gullo ­

Risponde Stefano Greci: Gentile Anna, le propongo la risposta dello stesso dr. Orione che ci inviò già l'anno scorso in occasione di una nostra richiesta di informazioni in proposito. "Gent.mi, per ora il laser é stato approvato per la AMD secca e l'edema diabetico. Entro breve sarà approvato per la Corioretinopatia sierosa centrale. Per la R. Pigmentosa lo stanno sperimentando e stanno avendo risultati incoraggianti nell'arrestare la progressione della malattia, ma, per il momento lo propongo dicendo con chiarezza che siamo ad un livello in cui sappiamo per certo che non arreca danni, ma non abbiamo ancora un numero di risultati sufficienti per assicurare la percentuale di successo, anche se i colleghi che lo stanno utilizzando per questo riferiscono che il campo visivo non é piú peggiorato dopo un solo trattamento. Informati di questo i pazienti possono decidere se fare o meno il trattamento laser". Cordiali saluti

Domanda ricevuta da Romano di Leida/NL (16 Luglio 2016)
Gentili di ATRI, cercando su internet, mi è balzata all'occhio (ne ho uno solo e quì sta il mio problema) la Vostra Ass.Onlus. Da bambino, all'età di cinque anni, persi, causa un incidente, l'occhio destro, in cui, per estetismo, porto una protesi concava. Ora, a 67anni, il mio occhio sinistro fa i capricci. Da un mese circa, essendomi accorto di vedere -a volte- una macchiolinba nera nell'estremità detra dell'occhio ancora in funzione. Sono andato dal mio medico, il quale mi ha spedito con urgenza all'ospedale, diagnosi Macula umida. Premetto che ho sempre avuto la vista buona, nonostante siano quasi trenta anni che porto gli occhiali varifocale che correggono quei pochi gradi che mi mancano. Ora. All'ospedale, dopo la prima visita con le apparature adatte (luci e scanner), mi è stata, appunto, diagnosticata la Macula degenerativa umida. Dopo la prima visita e dopo aver detto al dottore che le luci mi avevano mezzo accecato, ricevendo risposta che i disturbi arrecatimi dalle forti luci sarebbero svaniti in pochi minuti, il dottore ha chiamato altri dottori e stagiari e via di nuovo luci laser e altre luci, in totale, se ricordo bene, quattro/cinque terribili visite nell'arco di due ore. Dopo quell'arrembaggio al mio occhio, mi sono accorto che si erano formate delle macchie/mosche e ragnatele nella mia visuale. Il giorno dopo ancora all'ospedale; -Guardi già vi ho detto che sono anni che non sopporto la luce del sole e altre forti luci, ma voi ieri mi avete quasi accecato e ora la mia vista è molto disturbata- -Non si preoccupi. Tutto andrà via. Ora la rivisito e poi le inietto il liquido di contrasto e le farò delle foto- Altre luci nell'occhio e ancora luci di foto e disturbi maggiori. In totale, nell'arco di 7 giorni, ho avuto sei visite, sei torturamenti. Giorno dopo urgente iniezione oculare di Avastin. Giorno dopo peggioramento dei disturbi visivi.. Il Primario, accorso dopo richiesta urgente del mio medico curante, in quanto non potevo più nè leggere, nè scrivere (io scrivo romanzi), nè vedere la televisione, mi ha fatto la scansione dell'occhio. Risultato; minima fuoriuscita di sangue dalla Macula(?). Piccola catarrata. Abbassamento della vista e un nugolo di mosche e ragnatele che ballano dentro il mio unico occhio. Mi dicono che tutte le mosche e ragnatele spariranno in settimane, se non mesi. Dovrò fare ancora tre iniezioni di Avastin nell'occhio. Il tutto quanto scrittovi è accaduto tra il 5 Luglio c.a. e ieri 15 Luglio. Vi ringrazio molto di una vostra risposta. Cordiali saluti. Nacci E. Romano/Olanda

Risponde Stefano Greci: Gentile signor Romano, lei ci ha raccontato della sua avventura/disavventura in un ospedale olandese immagino e le siamo grati di questo. Inoltre ci richiede una risposta ma, ci scusi, non abbiamo capito a proposito di cosa. Se fosse cos' cortese da formulare una domanda precisa, se sarà di nostra competenza, le risponderemo più che volentieri. Cordiali saluti.

Domanda ricevuta da Franco di Roma (14 Luglio 2016)
Salve,sono una signora di 52 anni,e sono affetta a R.P. la mia domanda è se posso rinnovare la mia patente, che mi è scaduta a gennaio 2016. Aspettando una sua risposta Cordiali saluti

Risponde Sandra Manescalchi: Gentile Signora, il Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo Codice della strada (D.P.R. 495/1992) stabilisce, in linea generale, che per il conseguimento, la conferma di validità o la revisione della patente di guida, per motoveicoli ed autoveicoli di qualsiasi categoria, è necessario che il richiedente possegga campo visivo normale e senso cromatico, sufficiente per distinguere rapidamente e con sicurezza i colori in uso nella segnaletica stradale, una sufficiente visione notturna e la visione binoculare. La stessa disposizione specifica poi che, se si tratta di motoveicoli od autoveicoli delle categorie A e B (e penso sia questo il suo caso), occorre possedere un'acutezza visiva non inferiore a 10/10 decimi complessivi, con non meno di due decimi per l'occhio che vede di meno, . Il Regolamento precisa infine che, qualora si scopra o si sospetti l'esistenza di una malattia in atto o pregressa dell'apparato visivo, che sia o sia stata causa di menomazione del campo visivo, del senso cromatico, della visione notturna o della visione binoculare, la commissione medica locale, deve prevedere esami della vista, a periodi non superiori a due anni, al cui esito sarà subordinato il rinnovo della patente. E’ necessario innanzitutto sottolineare che Le visite oculistiche, finalizzate al rinnovo della patente di guida , sono spesso effettuate con superficialità, sulla base dell’esame del solo visus, senza prendere in considerazione gli altri parametri previsti dalla legge; per cui, se la persona affetta da RP conserva un buon residuo visivo centrale (acuità visiva), e non informa delle alterazioni che la patologia comporta, in termini di riduzione del campo visivo, sensibilità alla luce, difficoltà di adattamento, cecità notturna, ecc., può ottenere ugualmente il rinnovo della patente, pur presentando compromessi, anche in misura accentuata, gli altri parametri oculari, in particolare il campo visivo. E ciò senza rendersi conto dei pericoli a cui , muovendosi in auto, espone sé e gli altri; spesso quindi il rinunciare a guidare dipende dall’onestà, dal buon senso e dalla coscienza del singolo individuo, nonché dalla consapevolezza delle conseguenze, anche gravi, che possono derivare dai propri comportamenti. Tuttavia, è bene ricordare che, anche nel caso in cui il soggetto presenti una riduzione del visus o degli altri parametri oculari, e tale riduzione dipenda da una malattia dell'apparato visivo, l’interessato potrà ottenere il rinnovo della patente, ma il certificato oculistico dovrà essere rilasciato dalla commissione medica locale, la quale potrà indicare l'opportunità che la validità della patente stessa sia ridotta ad un periodo non superiore a due anni. Cordiali saluti. Sandra Manescalchi

Domanda ricevuta da Vera di Palermo (19 Giugno 2016)
Buongiorno. vorrei porvi una domanda, intanto volevo congraturlami per il servizio offerto. Sono una donna di 41 anni miope grave -24 OD e -22 OS; mi è stata diagnosticata una schisi miopica su O DX il mese scorso, che a oggi ha portato l'impossibilità della lettura in quanto la macchia scura è salita fino al centro della visione. Sono stata a Firenze dove il prof. Rizzo mi ha visitata, operazione d'urgenza, notando un principio di cataratta sostituirà il cristallino e vitrectomia. Mi chiedo, sperando in un possibile recupero della visione centrale, il cristallino sarà graduato o doveva essere su mia esplicita richiesta? Grazie infinite.

Risponde Stefano Greci: Gentile Vera, noi siamo una associazione di pazienti, con problematiche di patologie retiniche ereditarie, per quanto concerne problemi di chirurgia vitreoretinica le consigliamo di chiedere direttamente a coloro che si occuperanno di lei a Firenze. Le garantisco che sono specialisti preparati e di sicuro valore. Cordiali saluti.

Domanda ricevuta da Luporosso di Roma (3 Gennaio 2016)
Buonasera Sandra. Se possibile vorrei chiederle se un ipovedente con 1/10 di visus all'occhio sinistro, cieco al destro, e con un campo visivo dell'occhio sinistro residuo del 34%, ha diritto ad una invalidità superiore al 75% che mi è stata riconosciuta da 10 anni. Sono un pensionato di 78 anni, e non ho mai fatto richiesta di aggravamento. I dati clinici che ho dato mi sono stati rilasciati dal centro per ipovisione dell'Ospedale Gemelli di Roma.

Risponde Sandra Manescalchi: Gentile sig. Luigi, secondo quanto previsto dalla tabella per la valutazione dei deficit visivi, di cui al D.M. 5 febbraio 1992, a seguito della presentazione di una domanda di aggravamento (di invalidità civile)(, potrebbe ottenere, il riconoscimento di una invalidità pari all’80%; il che tuttavia non comporterebbe alcun vantaggio da un punto di vista economico, in quanto avrebbe comunque diritto al solo assegno mensile di assistenza, spettante agli invalidi civili parziali (con percentuale compresa tra il 74% e il 99%). Potrebbe invece proporre istanza di accertamento di cecità civile; la condizione da lei descritta (residuo visivo di 1/10 nell’occhio migliore), comporta infatti il riconoscimento di ipovedente grave, ai sensi dell’art. 4 della L. 138/2001; con la concessione di tutta una serie di importanti agevolazioni e benefici in campo fiscale e socio-assistenziale. Cordiali saluti.

Domanda ricevuta da Donato di Campobasso (3 Gennaio 2016)
Mi Chiamo Donato, Desidero sapere notizie sulla Terapia Genica della Coroideremia. Tra quanti anni si potrà fruire di tale terapia in Italia per i pazienti colpiti da questa patologia? Oltre ad arrestare la degenerazione retinica si potrà avere anche un recupero del campo visivo perso? Grazie per la risposta. Donato

Risponde Stefano Greci: Gentile signor Donato, come avrà seguito dalle notizie riportate nel web e sulla stampa mondiale, la sperimentazione ha coinvolto per il momento solo poche persone, appena sei pazienti, ma gli esiti di questa prima sperimentazione clinica sono stati assai positivi. Probabilmente se in futuro la sperimentazione continuerà con gli esiti sperati si può ragionevolmente pensare che si potrà arrivare all'applicazione clinica della terapia genica per il gene responsabile della Coroideremia, nel giro di 5 o 10 anni. Per quanto riguarda i risultati attualmente ottenuti si parla di miglioramenti per quanto riguarda sia visus che campo visivo per cui, anche in questo caso la terapia dovrebbe dare buoni risultati in questo senso. Cordiali saluti.

Domanda ricevuta da Nautilus di Palermo (6 Dicembre 2015)
Gent.mi Amici, in data 25/05/2015, in qualità di cieco parziale (riconosciuta con decorrenza 01/03/2015), ho inviato alla competente struttura INPS domanda di Pensione-Vecchiaia, in virtù del D.Lgs.503/1992, avendo compiuto 62 anni di età. Al riguardo, rappresento di avere maturato oltre 40 anni di contribuzione lavorativa c/o un istituto bancario e di essere tutt'ora in servizio. Per quanto sopra, Vi prego di farmi conoscere la data certa di inizio quiescenza. Nel ringraziare sin d'ora della cortese attenzione che Vorrete dedicarmi e in attesa di Vs. gentile riscontro, porgo i più cordiali saluti.

Risponde Sandra Manescalchi: Gentile utente, purtroppo le informazioni contenute nella mail non sono sufficienti per rispondere al suo. quesito. Le suggerisco pertanto di rivolgersi ad un Patronato di sua fiducia, che sicuramente sarà in grado di fornirle tutti i chiarimenti necessari. Cordiali saluti.

Domanda ricevuta da Enzo di Torino (24 Giugno 2015)
Salve mio nipote di 10 anni e stato operato per distacco retina dopo intervento si sono formate delle aderenze e ci hanno detto che non si può fare nulla e perdere l occhio il medico mi ha scritto ad riassunto del suo operato Ho operato Simone in OS per distacco di retina in miope elevato quando aveva 8 anni (prima cerchiaggio, poi in seguito a recidiva, di vitrectomia 23 g con olio di silicone + faco +iol; in seguito rimozione olio e peeling di numerosissime membrane epiretiniche). Il decorso è stato buono e a tutt’oggi il visus è converato (IDW per vicino e 3-4/10 per lontano con correzione. Il mese scorso Simone ha avuto nell’occhio controlaterale OD un distacco di retina in miope elevato con rottura gigante nel settore superiore. E’ stato da me operato di vitrectomia 23 g + faco + iol + gas con riaccollamento della retina. Purtroppo al riassorbimento del gas c’è stata una recidiva del distacco con PVR; l’ho rioperato di vitrectomia + olio di silicone + peeling di numerose membrane epiretiniche. Dopo poco però a seguito di riproliferazione di PVR è stato rioperato dal Dott. Panico (il 22-6-2015). Durante l’intervento si è tentato di asportare numerose membrane epiretiniche e sottoretiniche senza però ottenere il riaccollamento della retina, introducendo al termine silicone 1000. C'è qualche soluzione per evitare la perdita Dell occhio? Grazie mille

Risponde Stefano Greci: Gentile signor Enzo, il quesito da lei proposto è di stretta competenza chirurgica e non ci è possibile dare una risposta. La nostra associazione si occupa di malattie retiniche ereditarie. Le posso però consigliare di rivolgersi ad altra struttura clinica e altro specialista per avere una significativa risposta. In Italia sono molti gli specialisti competenti in chirurgia vitreoretinica, quello che le posso consigliare io, per esperienza, è Stanislao Rizzo che si trova attualmente a dirigere la Clinica Oculistica Universitaria di Careggi a Firenze. Cordiali saluti.

Domanda ricevuta da Dany di Messina (18 Marzo 2015)
mia mamma, è affetta dal 1988 da cistevitelliforme della macula, a marzo 2014 le è stata diagnosticata anche cataratta. vorrei chiedere se e che tipo di intervento è consigliabile in questo caso, se vi sono centri di cura per la malattia di cui è affetta e se ritiene sia necessaria una mappatura genica ( e se così fosse a chi possiamo rivolgerci per eseguire questo esame e come viene eseguito), visto che non si è mai sottoposta a questo esame. grazie per la cortese attenzione. dany

Risponde Stefano Greci: Gentile Dani, per l'intervento di cataratta è consigliabile rivolgersi in strutture dove ne vengono eseguiti a centinaia e dove possono valutare complessivamente la situazione visiva di sua madre. Io consiglio sempre di rivolgersi a centri ospedalieri pubblici in quanto danno maggiore garanzia nei casi più complessi. Il test genetico consiste in un semplice prelievo, ma la necessità di eseguirlo dipende dalla diagnosi, quindi deve essere valutata dal clinico. Cordiali saluti.

Domanda ricevuta da Ermes di Carrara (8 Febbraio 2015)
Buongiorno, ai fini di poter acquistare degli ausili tecnici ed/o informatici con l'iva agevolata al 4%, vorrei sapere che validità temporale ha la prescrizione autorizzativa rilasciata dall'oculista, della asl di appartenenza, che attesti che esista un nesso funzionale fra gli ausili prescritti e la disabilità visiva. Esempio: se sono in possesso di una prescrizione rilasciatami nel 2014 ed ora, 2015, ho la necessità di acquistare un ausilio presente nella prescrizione del 2014, posso utilizzare quest'ultima? Ho letto su di una lista, ma non ne conosco la fonte, che la prescrizione può essere conservata per 5 anni e sostituita, all'atto dell'acquisto, dalla presentazione di un'autocertificazione, che potrà essere ripresentata - nell'arco dei suddetti 5 anni - per acquisti successivi della stessa tipologia di prodotti. Rimanendo in attesa di una Vs.gentile risposta, ringrazio per l'aiuto che ci date.

Risponde Simone Vannini: Gentile Ermes, il quesito che ci poni non ha un'univoca risposta. La validità delle prescrizioni mediche per l'acquisizione di un ausilio o di materiale protesico, variano in base allo scopo. Oscillano da 30 a 90 giorni e per alcune di esse addirittura si può estendere la validità fino a cinque anni. In alcuni casi possono anche essere considerate ripetibili mentre in altri dovranno essere allegate alla dichiarazione IRPEF per ottenere anche la detrazione del 19%. Maggiori informazioni potrai ottenerle contattando la tua ASL e contattando il centro informazioni dell'AGENZIA DELLE ENTRATE al numero 848 800444. Cordiali saluti.

Domanda ricevuta da Gabriella di Catania (6 Novembre 2014)
Salve, mi chiamo Gabriella, ho 23 anni e da quando sono bambina ho dei problemi alla vista. Accusavo una macchia centrale all'occhio SX, il tutto non visibile esternamente. Inizialmente si pensava ad un occhio pigro, poi crescendo il problema è passato anche all'altro occhio, più precisamente nel 2010. Lo stesso anno sono stata ricoverata in oculistica, lì mi hanno fatto tutti gli accertamenti possibili, tutti negativi. Dopodiché mi hanno ricoverata nel reparto di neurologia ed anche lì ho svolto tutti gli accertamenti, anche in questo caso tutti negativi. Mesi dopo sono andata nel centro di neuroftalmologia e scienze integrate di Milano, dalla Dott.ssa Paola Ciasca, ma ahimè anche lì non è stata trovata una causa. Il problema, infine, è stato diagnosticato come una neuropatia ottica atipica. Pochi mesi or sono però ho avuto dei peggioramenti in entrambi gli occhi, l'occhi SX è diventato leggermente strabico, mentre la macchia dell'occhio DX è aumentata. Mi chiedevo se ci fossero altri casi simili o comunque consigliarmi qualche centro, anche estero se necessario, che possa risolvere una volta per tutte il mio problema Grazie per l'attenzione. Cordiali saluti

Risponde Stefano Greci: Gentilissima Gabriella, mi sembra che, in modo molto accorto, lei abbia fatto quello che c'era da fare nel suo caso. Non ha certo nulla da rimproverarsi e non credo si possa fare molto di più. Anche all'estero, mi creda, non farebbero più di quello che è stato fatto in Italia con la differenza di una spesa notevole per parcelle elevate. Se proprio vuole provare a fare un ulteriore tentativo diagnostico può provare presso la clinica oculistica universitaria di Careggi a Firenze, diretta dal prof. Rizzo. Può essere un parere in più ma, probabilmente potrebbe non discostarsi dalle diagnosi precedenti. Cordiali saluti.

Domanda ricevuta da Meri di Pitigliano (GR) (8 Ottobre 2014)
Buonasera, sono una retinopatica di 55 anni (sindrome di Usher)e da molti anni vengo seguita dal Dottor Sodi presso l'ospedale di Careggi. All'ultima visita il dottore mi ha parlato di un farmaco che potrebbe essere iniettato per fermare la degenerazione retinica ma non è possibile trovarlo in Italia bensì in Francia. Mi ha anche detto di mettermi in contatto con voi: avete informazioni su questa possibile cura? Meri

Risponde Stefano Greci: Gentilissima Meri, se non sbaglio lei dovrebbe essere una nostra associata o perlomeno lo è stat. Si, la terapia in oggetto è una terapia che stanno sperimentando in Francia. Anche a Careggi a breve partirà la sperimentazione. Per informazioni chiami uno dei numeri della nostra associazione che troverà all'interno di questo sito. Cordiali saluti.


Domande Precedenti