Titolo pagina: Arriva il laser a femtosecondi per liberare la vista dalla cataratta
MILANO - Rapidi passi avanti nelle tecniche per curare la cataratta, un disturbo di cui soffrono circa 450mila italiani. Al recente congresso "Videocatarattarefrattiva" di Milano si è parlato del laser a femtosecondi. Questa tecnica usa impulsi laser e consente di eseguire il taglio necessario per accedere al cristallino e quindi incidere l´involucro della cataratta e parte del cristallino.
Spiega Lucio Buratto, presidente del congresso: «Questo laser taglia i tessuti con una precisione impensabile per un chirurgo. Le incisioni del laser sulla cornea, nette e facilmente programmabili, riducono il problema del possibile astigmatismo corneale indotto dall´operazione, con possibilità anche di correzione di quello precedente. La frammentazione della cataratta con questa tecnica al momento riduce, ma non elimina del tutto, l´utilizzo della frammentazione classica con la sonda a ultrasuoni».
Da vent´anni la tecnica più utilizzata nella cataratta è infatti la facoemulsificazione: una sottile punta metallica, messa a contatto con la parte più densa della cataratta, vibrando a velocità ultrasonica, la frammenta. Un sistema di lavaggio e aspirazione rimuove poi i frammenti.
Commenta Matto Piovella, presidente della Soi, la Società Oftalmologica Italiana: «C´è grande attenzione per la tecnica con il laser a femtosecondi. Si tratta di un percorso condivisibile, ma serve una tempistica per perfezionare e diffondere il sistema a un ampio numero di pazienti. Il macchinario utilizzato è ancora molto costoso. In futuro l´intervento dovrebbe essere coperto dal Sistema Sanitario Nazionale».
Ad oggi l´unico laser a femtosecondi è presso il Centro Ambrosiano Oftalmico di Milano. Ulteriori conferme dei vantaggi dell´impiego del laser a femtosecondi nella cataratta vengono dal congresso dell´American Academy of Ophtalmology a Orlando. William W. Culbertson, del Bascom Palmer EyeInstitute, Università di Miami, ha verificato che l´energia degli ultrasuoni poteva essere ridotta del 45% nei casi in cui l´occhio veniva pre-trattato con il laser. I chirurghi cercano infatti di utilizzare il più basso livello possibile di energia, per ottimizzare i risultati dell´intervento. L´altro studio, presentato da Mark Packer dell´Oregon Health and Sciences University, indaga sulla sicurezza dell´impiego del laser per la cataratta riguardo alla perdita di cellule endoteliali della cornea. Questo parametro è uno dei sistemi più importanti per verificare la sicurezza delle nuove tecniche chirurgiche nella cataratta. Con tale tecnica, hanno verificato gli studi del dottor Packer, le cellule endoteliali risultano protette. Un beneficio ulteriore portato da questo laser.
Articolo di Al. Mar. de "La Repubblica"
17 Novembre 2011


