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ATRI Onlus - Associazione Toscana Retinopatici ed Ipovedenti

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Ultimo aggiornamento: mercoledì 18 Aprile 2012
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Titolo pagina: Barbieri (Fish): "Incontro storico con Fs, ora serve un disability manager"

La Fish presenta all'ad di Ferrovie dello Stato una serie di documenti sullo stato della mobilità in treno: "La burocrazia rallenta i progressi, serve un tavolo e una figura di riferimento forte". "Fino a 20 anni fa viaggiavano nei vagoni postali".

MILANO - Il primo incontro nelle storia con un amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato è il segno evidente che "passi avanti" sono stati compiuti ad alto livello e che il rapporto con l'azienda può dare in futuro grandi risultati. E' soddisfatto il presidente della Fish Pietro Barbieri: certo, nel rapporto con l'azienda non mancano i punti di difficoltà, a partire dalla necessità di un coordinamento centrale con la presenza di una figura di riferimento che possa agire con pieno mandato; dall'estensione dei servizi anche al livello regionale, particolarmente bisognoso; dal superamento di una certa burocrazia che fa in modo, talvolta, che gli accordi raggiunti non vengano messi in pratica. Ma la notizia, oggi, è finalmente l'incontro con il livello "politico" di Ferrovie dello Stato, con la rassicurazione che lavorare insieme si può e si deve. "E' la prima volta - dice Barbieri - che le associazioni delle persone con disabilità incontrano al livello più alto i vertici delle Ferrovie: è il segno evidente che grandi passi avanti sono stati compiuti". "Non possiamo scordare che fino a venti anni fa i disabili viaggiavano nei vagoni postali: siamo qui dunque per celebrare gli obiettivi raggiunti e per sottolineare l'importanza di un dialogo con il livello decisionale".
Ma ci sono naturalmente anche i punti critici e le richieste relative. La Fish consegna all'amministratore delegato FS Moretti una serie di documenti sui quali confrontarsi. "E' necessario - dice Barbieri nel corso della presentazione - un maggiore coordinamento, perché abbiamo bisgno di affrontare questioni di carattere generale che non riguardino solo le 14 stazioni con Sala Blu ma che possano dare risposte ai disabili anche laddove non c'è presenza di personale". C'è poi la richiesta della creazione di "tavoli", occasioni di confronto comune, oltre alla necessità di una migliore gestione delle "procedure interne" a Fs. "Fin troppo spesso - dice Barbieri - quanto concordato non ha trovato poi applicazione concreta, come se le procedure interne di questo grande gruppo che sono le FS ogni tanto inciampassero".
La "burocrazia" dunque come problema, che è possibile superare con la figura del "disability manager": Barbieri ne parla come un "soggetto molto operativo che abbia la capacità di superare i processi, di arrivare ad una decisione corretta e di verificare ciò che viene realizzato". In pratica, si tratta della richiesta della presenza di un soggetto che abbia in carico una serie di funzioni e che lavori perché le persone disabili non vengano discriminati, "né come clienti né coma lavoratori", precisa a parte Barbieri ricordando che le Ferrovie dello Stato sono anche "un grande datore di lavoro". Barbieri accenna al trasporto locale, alla necessità di una accelerazione nel rapporto con le regioni e nelle negoziazioni territoriali e sottolinea la possibilità di "costruire con associazioni per far in modo che anche in tempi di crisi le risorse dedicate alla mobilità possano essere aumentate".
"L'accessibilità e la fruibilità globale del sistema di trasporto ferroviario - afferma Barbieri - sono aspetti trasversali nell'organizzazione dei servizi e nella gestione degli impianti: abbiamo suggerito l'adozione di un disability manager che possa svolgere dall'interno dell'azienda una riconosciuta e qualificata regia su questi aspetti, per superare le frammentazioni e per garantire una attuazione coerente alle scelte di inclusione e di pari opportunità". Nei documenti consegnati all'ad Moretti, la Fish presenta una serie di valutazioni sull'accessibilità delle stazioni e sugli strumenti di valutazione usati per definire una stazione accessibile o meno; una analisi specifica della stazione di Milano centrale, buona per l'accoglienza ai disabili motori ma alquanto deficitaria per la disabilità sensoriale, specialmente quella visiva; un'analisi critica dei problemi in tutta Italia per la disabilità visiva".


Articolo di Ska de "Il Redattore Sociale"

17 Novembre 2011

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