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ATRI Onlus - Associazione Toscana Retinopatici ed Ipovedenti

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Ultimo aggiornamento: mercoledì 18 Aprile 2012
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Titolo pagina: Disabilità calpestata

La manovra economica vuole azzerare l'indennità di accompagnamento affidandola alle Regioni in base al reddito. Decisione iniqua e impopolare.
Una forte indignazione caratterizza lo stato d'animo delle centinaia di migliaia di ciechi e di ipovedenti. Il Libro Bianco del ministro Sacconi, la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità autorizzavano la speranza di un futuro migliore, ma i fatti che sono seguiti hanno rivelato un'altra verità: quella della fredda logica dei numeri, che calpesta la dignità dell'uomo.
L'ultima manovra finanziaria penalizza la disabilità e il disegno di legge per la riforma fiscale e assistenziale contiene principi che comportano il rischio dell'esclusione sociale.
Si vuole azzerare l'indennità di accompagnamento per metterla a carico delle Regioni che la erogherebbero non in base ai bisogni della persona disabile ma alle disponibilità economiche.
La previsione, poi, di assoggettare l'indennità di accompagnamento a un tetto di reddito è impolitica, impopolare, iniqua e inutile. Impolitica perché ignora la natura dell'indennità di accompagnamento, strumento di integrazione sociale e viola la Convenzione delle Nazioni Unite che postula diritti concretamente esigibili.
Impopolare perché scarica sulle famiglie il peso della disabilità, ignorando il concetto di solidarietà. Iniqua perché non tiene conto dei costi della cecità, che condiziona costantemente la vita della persona.
Inutile: se i ciechi dovessero scegliere tra il lavoro e l'indennità di accompagnamento, il risultato sarebbe un esercito di assistiti e non di soggetti produttivi. Diciamo sì alla lotta ai falsi invalidi, ma diciamo no all'esclusione sociale degli invalidi veri. Ci si renda disponibili al dialogo con il mondo della disabilità, e si trovi una soluzione rispettosa della necessità del risparmio ma anche della dignità delle persone disabili.

Articolo di Tommaso Daniele
Presidente Unione Italiana Ciechi

11 Ottobre 2011

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