Titolo pagina: Glaucoma, metà dei malati non sanno di averlo
MILANO - Ruba la vista in silenzio, senza che chi ne soffre se ne renda conto. Ecco perché circa la metà degli 800 mila italiani malati di glaucoma non sa di avere la malattia e perchè nella metà dei casi la diagnosi viene fatta per caso, in occasione di una visita oculistica eseguita per controllo o per un'altra ragione. Caratterizzato da un aumento della pressione dell'occhio, il glaucoma provoca col tempo un danno al nervo ottico che si traduce in una perdita progressiva del campo visivo che può arrivare fino alla cecità. A preoccupare è anche il fatto che una buona fetta di coloro che sanno di soffrire di glaucoma non si cura.
LO STUDIO - Secondo uno studio apparso sul Journal of Glaucoma la percentuale sarebbe addirittura del 30%. «Molti di coloro che hanno ricevuto la diagnosi in occasione di una visita di controllo, stentano a prendere coscienza della malattia e dei suoi rischi e faticano a trovare le motivazioni per aderire per sempre a una terapia che, inizialmente, può farsi sentire più della malattia» conferma Michele Vetrugno, Responsabile dell'Unità di Oftalmologia, Gruppo Villa Maria Hospital di Bari, uno dei componenti del Comitato Scientifico della campagna "Guardiamoci negli occhi" al via in questi giorni per iniziativa delle società scientifiche Aisg (Associazione italiana studio glaucoma) e Sigla (Società italiana glaucoma) e grazie al contributo di Msd Italia. Scopo della campagna è diffondere la conoscenza di questa malattia, sensibilizzare la popolazione sull'importanza della prevenzione a partire dai 40 anni e favorire il dialogo fra oculista e paziente.
POSTER E FUMETTI - Per raggiungere questi obiettivi il comitato scientifico ha pensato a modalità innovative che privilegiano l'immagine: dal poster, al fumetto, al cortometraggio. «Il poster è lo strumento più semplice – spiega Roberto Carassa, componente del Comitato Scientifico della campagna e Direttore del Centro Italiano Glaucoma di Milano -, si ispira al gioco di una popolare rivista di enigmistica di trovare le differenze fra ciò che vede la persona normale e il paziente con glaucoma. Si dice che paziente con glaucoma perde il campo visivo e diventa cieco, in realtà il fenomeno è più complesso: il cervello tenta di compensare le mancanze che ci sono nell'immagine e le sostituisce, per cui il paziente è convinto di vedere tutto, anche se in realtà dal suo campo visivo scompaiono alcuni oggetti, alcuni dettagli». Il Quaderno è uno strumento di supporto al paziente per appropriarsi della malattia e combatterla al meglio, in collaborazione con il medico. Compito di spiegare il glaucoma è affidato a una storia a fumetti realizzata in collaborazione con il fumettista Alessandro Baronciani. Il fumetto ripercorre alcuni momenti significativi della vita di una persona che scopre di avere il glaucoma con l'obiettivo è spiegare cosa è la malattia.
IL CORTO - La parte più ambiziosa e innovativa del progetto è però rappresentata dal cortometraggio: «Non ha nulla a che vedere con i documentari di spiegazione usati in ambito medico-informativo – spiega Carassa -: è un mezzo per creare emozioni, per fare capire l'emotività, per far vedere ciò che accade a un paziente quando gli viene data la notizia». Destinato all'approfondimento in occasione di incontri tra medici e pazienti organizzati dai Centri glaucoma che aderiranno all'iniziativa, il mini-film racconta la storia di Guido che si scopre malato ed esplora i suoi sentimenti e le paure legate al glaucoma. «Il momento della scoperta è contraddistinto da reazioni emotive negative come preoccupazione, ansia, incredulità, tristezza, spavento, paura – ricorda un altro componente del Comitato Scientifico della campagna, Michele Iester Professore Associato Facoltà di Medicina e Chirurgia, Dipartimento di Neuroscienze, Oftalmologia e Genetica dell'Università di Genova -. Una situazione di partenza che può condizionare l'atteggiamento del paziente verso il medico e la comprensione della terapia da seguire. Infatti, sebbene circa 1 medico su 2 ritenga di esprimersi con un linguaggio semplice e diretto, ben 7 pazienti su 10 vorrebbero più spiegazioni sulla malattia, l'utilizzo di un linguaggio più comprensibile, chiarezza sui risultati della terapia e sui suoi effetti collaterali, una maggiore vicinanza psicologica». Una ragione in più per promuovere una campagna che ha fra gli obiettivi quello di favorire la nascita di un'alleanza fra medico e paziente nell'affrontare questa patologia.
Articolo di Franco Marchetti de "Il Corriere della Sera"
17 Novembre 2011


