Titolo pagina: Il telefono non basta più, adesso i ciechi aspettano una legge
Nell'ombra. Lo sanno, ci sono destinati da sempre. La Giornata nazionale del cieco, oggi 13 dicembre, meritava più spazio, più pubblicità. Non sono arrivate. Eppure i temi da trattare erano molti. Il lavoro. Come tutti, il problema dell'inserimento lavorativo è normalità anche per i non vedenti. Ma i problemi sono maggiori.
Il telefono non basta più - Chi sa che ancora oggi, oltre la metà delle persone cieche che lavorano, lo fanno proprio come centralinisti: sono circa 8500, su un totale di 14 mila lavoratori non vedenti. Ma le nuove tecnologie riducono le possibilità di impiego, ed è tempo quindi di trovare nuove strade. Centralinisti telefonici, massofisioterapisti e insegnanti sono state a lungo le categorie lavorative più in voga fra le persone cieche. Tra le "nuove" figure professionali, ci sono certamente quelle individuate già dieci anni fa dal cosiddetto "decreto Salvi: l'addetto alle informazioni alla clientela e agli uffici relazioni con il pubblico, l'addetto alla gestione e utilizzazione di banche dati e ancora l'addetto ai servizi di telemarketing e di telesoccorso. Ma da dieci anni, cioè dal momento stesso della loro definizione, si attende l'adozione dei relativi programmi formativi, senza i quali è sostanzialmente impossibile spostarsi dalla teoria alla pratica. Web ed elettronica le nuove frontiere - Fortunatamente, almeno sulla carta le nuove tecnologie non sono destinate solamente a togliere possibilità, ma anche a darne di nuove.
Ecco allora figure come il valutatore e lo sviluppatore di pagine web, l'archivista nella gestione documentale, l'addetto al protocollo elettronico. Ruoli e mansioni che però necessitano - il problema è sempre quello - prima del riconoscimento e poi dell'avvio dei necessari progetti di formazione. Oltre a questi nuovi mestieri, per ampliare il più possibile le possibilità di lavoro appare certamente auspicabile poi, per il futuro, un rilancio delle attività artigianali e il recupero di mansioni già svolte con successo in passato, come l'interprete e il traduttore.
Il commento - "Uno degli aspetti fondamentali rimane il controllo del rispetto della quota di riserva in favore dei portatori di handicap in sede di collocamento obbligatorio (legge 68/99) e delle norme stabilite dalla legge Stanca (n° 4/2004) per la Pubblica Amministrazione in termini di maggiore accessibilità e usabilità. Insieme al controllo, serve però anche accompagnamento, formazione e attenzione alla persona nel cammino verso e dentro il mondo del lavoro", spiega Tommaso Daniele, presidente dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti.
Articolo de "Il Sole 24 Ore"
12 Gennaio 2011


