Titolo pagina: Invalidità. Piccioni (Inps): "Stiamo risolvendo la questione telematica, ma serve collaborazione di tutti"
ROMA - I problemi ci sono, ma l'Inps sta cercando di far fronte alla situazione legata alla novità delle procedure telematiche per le domande di invalidità civile. Lo afferma Massimo Piccioni, coordinatore generale medico legale dell'Istituto di previdenza, a margine del convegno organizzato oggi a Roma dall'Inca-Cgil "Diversamente si può". "Su questo è necessaria la collaborazione di tutti- afferma Piccioni sottolineando che gran parte delle criticità derivano dall'invio da parte dell'Asl dei materiali ancora in formato cartaceo- questa situazione è tra i principali fattori che fa perdere efficienza".
Sulla questione dell'accanimento delle verifiche dell'Istituto per stanare i cosiddetti "falsi invalidi" più volte sollevata durante il dibattito, Piccioni ha sottolineato che "non è possibile che in alcune zone del paese alcune malattie sono considerate causa di invalidità mentre altre no. Ci vuole uniformità di giudizio". Secondo il dirigente dell'Inps la principale causa di invalidità in Italia è costituita dalla patologia psichiatrica, che rappresenta "l'espressione di un disagio sociale diffuso, ma richiede conoscenze complesse e strumenti oggettivi di accertamento, perché la valutazione non può essere lasciata alla discrezionalità del medico né all'autocertificazione". In questo senso l'azione dell'Inps, secondo Piccioni, è determinata dal principio di equità e legalità. "In alcune aree del paese ci sono situazioni patologiche- aggiunge- i controlli sono necessari per accertare la sussistenza del beneficio o la sua decadenza".
Secondo Guido Abbdessa, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) Inps, però, il messaggio lanciato in questi mesi dall'Istituto è stato sbagliato. "È stata messa al centro l'idea di colpire i falsi invalidi e non il principio della tutela delle persone con disabilità. Una scelta non corretta e anche i dati lo confermano: sono stati revocati l'11% degli assegni, una percentuale che ritroviamo in serie storica ogni anno e che comprende i decessi e chi ha una riduzione dell'invalidità". Sulla questione della telematizzazione delle procedure secondo Abbadessa non bisognava dire che tutto sarebbe andato a regime senza testare prima il sistema. "Ora ci saranno sempre più ricorsi e rallentamenti -aggiunge- e quei soldi dovranno essere pagati con gli interessi".
Su questa questione è intervenuta anche Franca Gasparri della presidenza Inca Cgil. "Dopo un anno e mezzo il processo non è né più rapido né più trasparente- sottolinea - Ma si tratta di problemi che riguardano la vita delle persone. Si era convinti che prima o poi tutto sarebbe andato a posto ma c'è un problema di relazione con le commissioni di accertamento delle Asl e il risultato è un vero e proprio accanimento sui malati, che sono costretti a subire visite su visite".
Articolo di E.C. del "Redattore Sociale"
13 Luglio 2011


