Titolo pagina: Le anomalie della burocrazia
Un centralinista ha impiegato oltre un anno per riavere il benefit sospeso per mancata risposta alla convocazione.
LUCCA - Convenzione fra Unione nazionale ciechi e Asl per velocizzare le visite ai ciechi. Soprattutto quelli sottoposti a verifica per la conferma della pensione.
In pratica, tutti i lunedì vengono garantite due visite gratuite ai ciechi «grazie alla disponibilità del primario, Trivella e del dottor Antonio Torre. Con questo accordo - sottolinea Leonardo Federigi, presidente provinciale dell'Unione ciechi - siamo quasi sempre in grado di assicurare ai nostri soci o a chi si rivolge all'associazione una visita entro i 15 giorni che l'Inps dà per presentare la documentazione. Non solo: questi medici fanno anche subito presente al paziente se c'è bisogno di altra documentazione, agevolando molto le procedure». Alle quali - sottolinea Federigi - i ciechi «non vogliono sottrarsi. Condividiamo la lotta dello Stato ai falsi invalidi, ma non possiamo condividere disservizi e burocrazia».
Titolo pagina: «Spesso non ci inviano i documenti»
Da Roma l'istituto parla di difficoltà di contatti con le aziende sanitarie. Disposti ad aiutare chi ha difficoltà con le procedure telematiche.
LUCCA - La colpa sarebbe anche dell'Asl. Che non invia le cartelle mediche o la certificazione. Se ci fosse una diversa collaborazione fra enti pubblici - osserva l'Inps da Roma - non sarebbe necessario chiedere i documenti agli utenti, neppure in fase di verifica delle pensioni e indennità percepite. Tuttavia - fa presente la direttrice dell'ufficio locale dell'Insp Vittoria Ferrara - alle volte c'è bisogno di aggiornare la documentazione perché risale a una ventina di anni fa. E per verificare la permanenza della patologia (a meno che non si tratti di cecità assoluta) c'è bisogno, magari di una nuova visita. In ogni caso, assicura la direttrice, la disponibilità dell'istituto è massima, anche per risolvere problemi burocratici e inghippi che si siano verificati, ad esempio, per l'invio telematico della documentazione.
Invio telematico Per problemi legati all'invio telematico della documentazione - assicura Vittoria Ferrara - basta «inviarci una segnalazione per posta elettronica, ma anche per fax o per lettera. Noi siamo in grado, in questo momento, di intervenire e di sbloccare la pratica. Al momento, però, non siamo stati contattati dall'Unione ciechi per problemi specifici di questo tipo».
In sostanza, la direttrice dell'ufficio provinciale dell'Inps assicura che «se una persona ha già provato a inviare per via telematica le pratiche, noi siamo pronti a prendere in considerazione la sua istanza indipendentemente dal modo con cui ci fornisce la documentazione. Ovviamente, ci deve essere presentata la stampa che dimostra che la proceduta telematica non funziona».
Raccomandate L'invio dgli avvisi - sostiene l'Inps. non può essere diversificato per i ciechi. In primo luogo perché la raccomandata viene considerata «il modo più sicuro anche per l'utenza, una garanzia per il cittadino, visto che resta tracciabile».
Rapporti con l'Asl Per le verifiche sul mantenimento di indennità e pensioni - assicura Vittoria Ferrara - vengono richiesti i fascicoli dei pazienti all'Asl «ma non ci dobbiamo dimenticare che la documentazione deve dimostrare la permanenza della patologia. Se l'Asl ci invia un verbale vecchio di 20 anni è evidente che la certificazione debba essere aggiornata». Anche nei casi di ciechi e ipovedenti. «L'aggiornamento - ribadisce la direttrice - è necessario a verificare lo stato della patologia. Può anche essere che un paziente, nel frattempo, sia peggiorato».
Da Roma, però, l'Inps è meno ottimista sui rapporti con le aziende sanitarie: «Noi chiediamo - dice l'istituto - ma quasi mai ci viene risposto. Ecco perché, poi, mandiamo gli avvisi direttamente alle persone».
Niente oculista Nella commissione medica dell'Inps che effettua le visite per la verifica sulle pensioni e le indennità, in effetti, non c'è un oculista. È presente una dottoressa che non ha questa specializzazione e, a rotazione, 5 medici esterni a contratto. Ma neppure fra questi c'è un oculista.
Articolo de "Il Tirreno"
20 Gennaio 2012


