Titolo pagina: In città alle prese con gli autobus
Se non si prendono in esame quelle che sono le difficoltà e le necessità che i
cittadini con limitazioni visive incontrano nel muoversi in città, si finisce per
promuovere azioni per rendere la città più accessibile che hanno invece
l'effetto contrario.
In Friuli, nelle città di Gorizia, Trieste e Udine, si sta sperimentando l'utilizzo
di attrezzature a raggi infrarossi con le quali le persone con difficoltà visive
dovrebbero poter individuare la corsa o la direzione di un autobus. Ma come fa una persona
con disabilità visiva ad utilizzare strumenti che richiedono un puntamento preciso
verso il trasmettitore?
Si tratta, in parole povere, dello stesso principio del telecomando usato per la televisione.
Quand'anche queste apparecchiature dotate di un display luminoso fossero accompagnate da
un messaggio sonoro che da' la notizia della fermata o informa sulla corsa attraverso
un auricolare, l'efficacia e l'efficienza di esse sono ancora una volta tutte da
verificare. Con lo stesso strumento inoltre stando a terra si dovrebbe avere la
possibilità di sapere gli autobus in arrivo e la loro direzione e quindi
di individuare la corsa.
Il problema resta ancora quello del puntamento e ad esso
si aggiunge quello di individuare in autonomia la fermata degli autobus camminando sui marciapiedi.
Sarebbero invece auspicabili segnali acustici presso i semafori e ausili di orientamento sulle piazze, presso le fermate degli autobus e nei punti di attraversamento.
In questo caso la tecnologia ci verrebbe veramente incontro, ma dovrebbe essere unita al buon senso, che ancora una volta costituisce il punto di forza dell'accessibilità, per il suo costo zero, la sua efficacia, e per il suo essere fonte di crescita per tutta la comunità.
di Irene Moretti della Redazione Atri Toscana
6 Ottobre 2007


