Titolo pagina: Consigli utili per chi vive e lavora con una persona sordocieca o affetta da Sindrome di USHER
Evitare di:
- Stare troppo vicino alla persona quando si comunica in dattilologia o con il linguaggio scritto o parlato.
- Mettersi di lato quando si vuole ottenere la sua attenzione. Interrompere chiunque stia cercando di attirare la sua attenzione.
- Afferrarle il braccio quando necessita di una guida al buio.
- Parlarle con una luce dietro le proprie spalle.
- Avviare una conversazione in ambiente poco illuminato.
- Essere approssimativi quando si indica ciņ di cui si parla.
- Dare per scontato che la persona veda mobili e ostacoli bassi.
- Avere timore di chiederle se ha bisogno di aiuto.
Si consiglia di:
- Lasciare che la persona scelga da sola la distanza prevista per la lettura del linguaggio scritto, lettura labiale, linguaggio dei segni (circa 4-5 passi).
- Dire il proprio nome quando si inizia a parlare e avvisare quando la conversazione è finita.
- Offrire il proprio braccio per guidarla al buio, chiederle se ha bisogno di assistenza.
- Consentirle di ricevere la luce di lato o da dietro.
- Localizzare i gesti e la dattilologia a livello del petto.
- Avvertire la persona quando ci sono mobili bassi, ostacoli, gradini imprevisti.
- Domandarle se ha bisogno di aiuto.
Sarebbe opportuno che tutte le persone che assistono bambini, giovani e adulti sordi fossero più informati:
- per conoscere gli effetti della retinite pigmentosa e quali aiuti fornire a queste persone
- per capire la psicologia della persona non vedente e sapere dove rivolgersi per un aiuto specialistico
- per saper dare ai genitori aiuti necessari per affrontare la progressiva perdita della vista del loro familiare
Una diagnosi tempestiva della sindrome di Usher può ridurre l'effetto psicologico della malattia. Soprattutto può rendere il futuro dell'individuo una sfida che merita di essere vissuta con entusiasmo, per riconquistare e mantenere la propria indipendenza.
Dal sito de "La Lega del Filo d'Oro"


