Titolo pagina: La trombosi retinica
Anche se questa patologia non ha la caratteristica di essere
ereditaria e quindi di rientrare nel novero dei nostri primari interessi,
abbiamo ritenuto opportuno comunque inserirla tra le nostre pagine per d
are maggior completezza al tema retinico.
La Redazione.
Definizione
La trombosi retinica è una patologia che può originare da una occlusione parziale o totale di un vaso arterioso o venoso della retina e che può condurre alla formazione di un edema o ad un'ischemia parziale o totale del tessuto retinico.
Epidemiologia
L'occlusione arteriosa retinica e in particolare l'occlusione dell'arteria
centrale della retina (OACR) è un evento abbastanza raro, ma nella maggior
parte dei casi presenta una prognosi senz'altro sfavorevole.
L'occlusione della vena centrale della retina, al contrario, in genere è
un evento molto più frequente, ma meno grave. La trombosi retinica è
una patologia che interessa soprattutto le persone con più di 50 anni
di età, che hanno sviluppato malattie cardiovascolari, un glaucoma,
una ipertensione, una aterosclerosi o altre emopatie. Va detto
comunque che tale patologia interessa sia pure in misura minore
anche le altre fasce di età della popolazione.
Patogenesi della occlusione dell'arteria centrale della retina
LA VISIONE TRADIZIONALE:
L'occlusione dell'arteria centrale della retina in genere è dovuta
al distacco di un embolo da placche aterosclerotiche situate a livello
delle arterie carotidi. Va ricordato, infatti, che l'arteria centrale
della retina è uno dei rami in cui si divide l'arteria oftalmica,
che a sua volta è un ramo della arteria carotide interna.
Il Dott. Sharma del dipartimento di Oftalmologia della Queen's University
in una recente pubblicazione, dopo aver messo in evidenza il ruolo
della stenosi dell'arteria carotide e della patologia cardiaca
nella genesi della occlusione dell'arteria centrale della retina,
si è soffermato sull'importanza delle coagulopatie e dell'iperomocisteinemia
nella formazione del trombo. L'embolo solitamente dà luogo ad
una occlusione totale dell'arteria, che si manifesta con un'ischemia
totale della retina.
L'offuscamento visivo riferito dal paziente di solito è monolaterale.
I Dott. Segal e Spineanu del servizio di oftalmologia di Oradea, in
seguito all'analisi di due rari casi di OACR bilaterale e simultanea
e allo studio della letteratura recente sull'argomento, hanno
stabilito un nesso tra l'insorgenza di tale patologia ed alcune forme
di neuropatia come, ad esempio, la neuropatia ischemica arteriosa anteriore
e la neuropatia non arteriosa. Sono maggiormente soggetti ad ostruzione
della arteria centrale della retina i soggetti che soffrono di
flutter atriale o di aumenti della pressione arteriosa distrettuale
legati a traumi e a tumori. Nei soggetti ipertesi va presa in considerazione
come fattore facilitante la formazione del trombo anche la possibile
presenza di una sclerosi parietale arteriosa. Qualora l'embolo non
vada ad ostruire l'arteria centrale della retina, ma solo uno
dei suoi due rami, cioè le arterie retiniche superiore od inferiore, o una delle
loro ulteriori ramificazioni, il territorio interessato dall'attacco
ischemico avrà dimensioni più ridotte.
Una nuova ipotesi patogenetica
Il Dott. Paul Ridker negli ultimi anni ha sviluppato una nuova teoria
sulla patogenesi dei principali problemi cardiovascolari e dell'ictus, che a
mio giudizio va considerata attentamente per poter comprendere la vera
causa dell'insorgenza della trombosi retinica. Lo studio di Ridker e
dei suoi collaboratori ha messo in luce come gli elevati livelli di colesterolo
LDL abbiano un importanza di gran lunga inferiore rispetto ai livelli plasmatici
della proteina C-reattiva, generalmente associata ai processi flogistici,
nella diagnosi della trombosi. Ridker è giunto alla conclusione che
alla base di tali problemi vi sia una flogosi dello strato lipidico che circonda
i vasi sanguigni: la flogosi li rende più deboli aumentando il rischio
che lo strato lipidico invada il lume vasale e conduca ad una coagulazione che
renda difficoltoso il flusso sanguigno causando un attacco ischemico cardiaco o cerebrale.
Tale ipotesi patogenetica ha trovato conferma in uno studio durato otto anni su
un campione di circa 28.000 donne, effettuato al Brigham and Woman Hospital di
Boston. Naturalmente, il livello dei marcatori dell'infiammazione
(high-sensitivity C-reactive protein, serum amyloid A, interleukin-6 e soluble
intercellular adhesion molecule type 1), che segnala un elevato rischio
di insorgenza di patologie vascolari di tipo trombotico a livello del
grande circolo, non differisce sostanzialmente da quello presente a
livello della circolazione retinica. Questo vuol dire che il rischio
di insorgenza di una ischemia retinica in soggetti con un livello elevato
di marcatori di flogosi è sostanzialmente equivalente al rischio di
insorgenza di patologie cardiovascolari e cerebrovascolari.
L'occlusione simultanea e bilaterale dell'arteria centrale della retina.
In genere, l'occlusione dell'arteria centrale della retina è una
patologia monolaterale, ma sono stati riscontrati diversi casi di occlusione
simultanea e bilaterale di entrambe le arterie centrali della retina.
Segal e Spineanu hanno recentemente presentato due rari casi di OACR simultanea
e bilaterale, secondarie ad altre patologie, quali la neuropatia arteriosa
ischemica anteriore e la neuropatia non arteriosa. A livello terapeutico,
essi hanno proposto l'uso immediato di corticosteroidi ad alte dosi,
vasodilatatori, anticoagulanti e trombolitici.
Nakamura del Dipartimento di Oftalmologia dell'Osaka Red Cross Hospital
ha rilevato un caso di occlusione bilaterale continua dell'arteria
centrale della retina in una donna di 78 anni, secondario ad ipertensione,
arteriosclerosi, e trombosi bilaterale degli arti inferiori. Anche
in questo caso si è intervenuti con una terapia a base di steroidi
e di urokinasi e con un vasodilatatore dei vasi periferici.
Patogenesi della occlusione della vena centrale della retina
Il livello di ostruzione causato dal trombo a livello della vena centrale della retina determina due tipi diversi di occlusione:
1. la occlusione parziale della vena, che può dare luogo ad un edema retinico, di solito ben evidenziabile mediante un controllo fluorangiografico;
2. la occlusione totale della vena, che può dare luogo ad un attacco ischemico.
L'occlusione dell'arteria centrale della retina dà luogo ad un calo della vista totale, improvviso e privo di dolore.
di Massimo Cogliandro


