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TITOLO DISCUSSIONE: Macula today
PROPOSTA DA: Varo
PUBBLICATO IL (giorno e ora): 05/11/2018 11:57:37

IL SUO MESSAGGIO: Di varo .



INTERVIENE: Varo
PUBBLICATO IL (giorno e ora): 05/11/2018 13:54:40

LA SUA RISPOSTA: Per ora non sono riuscito ad inserire il post che volevo mettere,Varo



INTERVIENE: Varo
PUBBLICATO IL (giorno e ora): 05/11/2018 14:00:53

LA SUA RISPOSTA: Proverò a mettere solo il testo di Simona Fanini: . Sei qui: Giornale UICI > Consigli Regionali > Lazio > Simposio Macula Today 2018, di Simona Fanini Navigazione articolo← Precedente Successivi â†' Simposio Macula Today 2018, di Simona Fanini Supervisione scientifica: Prof. Dr. Med. Andrea Cusumano Occhio e ricerca: beyond blindness è il titolo del Simposio Macula Today 2018, che si è svolto lo scorso 15 ottobre presso il Rome Cavalieri, Waldorf Astoria Hotel & Resort - Sala Terrazza Monte Mario. Per il quarto anno consecutivo la Fondazione "Macula & Genoma Foundation Onlus” ha intrapreso l'iniziativa di radunare intorno ad un tavolo esponenti internazionali, oculisti, genetisti e ricercatori, per comunicare direttamente con e ai pazienti - non vedenti o con gravi disabilità visive - le possibilità di "riemergere dal buio” in seguito ai più recenti studi sperimentali e clinici in campo oftalmologico, presentando dei risultati unici, in esclusiva assoluta per l'Europa, in campo tecnologico e farmacologico. La Fondazione Macula & Genoma sottolinea il fatto che l'evento non riceve alcun tipo di finanziamento da parte di altre organizzazioni, né da parte di compagnie farmaceutiche o di soggetti profit in ambito oftalmologico, ma è frutto di fondi propri, dell'impegno dei fondatori e della collaborazione con soggetti no profit, quali l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e della International Agency for the Prevention of Blindness - IAPB del Lazio. Il noto autore e conduttore di rubriche di interesse medico scientifico, Dr. Michele Mirabella, ha coordinato l'intero convegno offrendo spunti di riflessione al termine dei vari interventi. Il conduttore, dopo una breve presentazione, ha dato il via ai lavori con il primo intervento tenuto dal Prof. Andrea Cusumano, Docente di Oftalmologia presso le Università di Roma Tor Vergata, Rheinische Friederich - Wilhelms di Bonn e Cornell University di New York. Cusumano ha fatto luce sulle più recenti novità in campo oftalmologico, partendo dal tema della Terapia Genica in oftalmologia, spiegando quale sia il modo di correggere il cattivo funzionamento di specifici geni che sono responsabili di gravi patologie oculari e il ruolo di Hub che la Macula & Genoma Foundation sta svolgendo nell'arruolamento di pazienti che soffrono di gravi disabilità visive e che possono essere dei candidati a questo tipo di terapia. Quando si parla di Terapia Genica, ci spiega Cusumano, dobbiamo ricordare che il gene è una parte di un frammento di Dna ed ha la capacità di esprimere una proteina. A questa proteina corrisponde generalmente una funzione strutturale o biologica. Se il gene è assente o difettoso non ci sarà l'espressione della proteina, e quindi la funzione. Ad oggi l'ingegneria molecolare e l'ingegneria genetica ci permettono di introdurre all'interno della cellula malata, un gene terapeutico. Tale gene fa sì che la funzione dell'occhio venga ripristinata e che il Dna che occorre per esprimere la proteina mancante, venga trascritto. Per fare ciò ci serviamo dei virus, che ovviamente sono attenuati e dunque non scatenano alcuna reazione immunitaria ma permettono di trasferire il gene terapeutico al loro interno, ricominciando ad avere una funzione. Il secondo ad intervenire è stato il Prof. Emiliano Giardina, genetista dell'Università degli studi di Roma "Tor Vergata” e del Laboratorio di Genetica Molecolare ULDM - Fondazione Santa Lucia, sul tema della farmacogenetica e della farmacogenomica, approfondendo gli studi sull'influenza delle caratteristiche genetiche individuali sulla risposta dell'organismo a un farmaco. Giardina ha spiegato come da un'analisi del DNA di un individuo è possibile determinare il miglior percorso terapeutico da intraprendere (per quell'individuo e non per un altro) per trattare una determinata patologia oculare, aumentando così la probabilità di risposta positiva alla terapia e allo stesso tempo riducendo il rischio di eventi avversi. Molto atteso l'intervento del Prof. Daniel Palanker del Department of Ophthalmology and Hansen Experimental Physics Laboratory dell'Università di Standford in California, che ha spiegato l'utilizzo delle protesi fotovoltaiche nel ripristino della visione in pazienti affetti da degenerazione maculare. Sono incredibili i passi avanti che si stanno facendo verso una retina artificiale con il potenziale di ridare in parte la vista a milioni di pazienti nel mondo. Palanker ha sviluppato e impiantato un chip sottoretinico miniaturizzato (di appena 2 millimetri di diametro) per la prima volta in 5 pazienti con degenerazione maculare senile, malattia della retina che rappresenta oggi la prima causa di cecità nel mondo occidentale e per la quale si può fare ancora poco. I pazienti trattati, non vedenti, hanno acquisito la capacità di vedere lettere molto grandi e anche una limitata capacità di lettura. Alla preziosità di dati come questi si aggiunge la testimonianza diretta del Professor Cusumano che nel 2017 ha partecipato al primo intervento eseguito presso la Fondazione E. Rotschild di Parigi. Il microchip è assolutamente innovativo rispetto a quelli fin qui sperimentati su pazienti con malattie ereditarie della retina ed è promettente per i pazienti con maculopatia avanzata. La sua grandezza è di 2 millimetri per 2 millimetri e contiene quasi 400 minuscoli sensori ottici (fotodiodi) che trasformano le immagini in segnali elettrici che vengono poi inviati al cervello - si infila sotto la retina con un intervento mininvasivo della durata di circa un'ora. Il chip non ha cavi di collegamento e viene attivato e alimentato dagli occhiali (su cui si monta una minitelecamera) indossati dai pazienti. Quindi il microchip non ha bisogno di batteria. Nell'ambito di questo studio pilota saranno operati 10 pazienti, tutti con degenerazione maculare 'atrofica' - la forma più diffusa e non curabile, che riguarda l'80% di tutti i pazienti con maculopatia - evoluta nello stadio terminale. Al termine del terzo intervento, sale al podio il Componente dell'Ufficio di Presidenza dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Eugenio Saltarel - che nel portare il saluto della Presidenza Nazionale, si complimenta per l'interesse che gli argomenti suscitano nella platea, nonché per la serietà scientifica con la quale essi vengono comunicati ai pazienti e rafforza con entusiasmo la sinergia tra la Fondazione Macula & Genoma e l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in particolare complimentandosi con il Consiglio Regionale del Lazio e il suo Presidente Claudio Cola, che ha fortemente creduto nell'iniziativa. Il Prof. Michel Gorin (UCLA ad Jules Eye Institute, USA) ha illustrato i risultati degli ultimi studi di genetica riguardanti le Distrofie Retiniche ereditarie, mettendo in luce le più recenti acquisizioni sulle alterazioni genomiche responsabili delle degenerazioni maculari legate all'età (AMD). Avvincente l'intervento del Prof. Henry Klassen (Medicine UC Irvine, USA), che ha presentato il primo studio di Fase II-b sulle cellule progenitrici retiniche nella cura della retinite pigmentosa. Lo studio presenta i risultati dell'iniezione intravitreale di cellule staminali che ha lo scopo di rallentare il decorso della retinite pigmentosa, aprendo le porte ad una possibile terapia. Il Prof. Richard Kramer (University of Californa, Berkeley, USA) ha invece parlato di una nuova incredibile molecola, "photoswitch”, capace di rendere fotosensibili cellule retiniche di diversa natura, in retine prive di coni e bastoncelli, e di utilizzarle come surrogati di queste ultime, per ottenere una percezione visiva in soggetti che vivono in completa oscurità. L'intervento del Prof. Benedetto Falsini dell'Università Cattolica S. Cuore di Roma e della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, è stato sapientemente illustrato dal collaboratore Dr. Jacopo Sebastiani, a seguito della contemporanea partecipzione del Prof. Falsini alla commemorazione per la triste scomparsa della nota ricercatirce Dr.ssa Lucia Galli-Resta dell'Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa. Il Dr. Sebastiani ha spiegato il ruolo dell'elettrofisiologia nelle terapie emergenti delle patologie retiniche, introducendo nuove metodiche di valutazione funzionale (mediante l'elettrofisiologia) e i risultati clinici delle sperimentazioni condotte in parte in partneship con l'NEI/NIH (National Eye Institute/National Insitute of Healt) di Bethesda, US. Al termine dei lavori, ampio spazio è stato offerto ai pazienti per porre domande all'èquipe di scienziati presenti in risposta alle problematiche relative alle disabilità visive presenti in sala. Questo articolo è stato pubblicato in Lazio da Giada Voci . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Iscrizione lista di notifica Iscrivendovi alla lista di notifica riceverete una mail ogni volta che verra' pubblicato un nuovo articolo nel sito Leave This Blank:Leave This Blank Too:Do Not Change This: Your email: Podcats UICI I passi della Commissione Studi Musicali, di Antonio Quatraro Conversazioni d'arte. Frutti della terra. Racconti del mito. Il simbolismo della vite nel mito di Dioniso: Martedì 30 Giugno 2015, dalle ore 15,30 alle ore 18,00 "Lavoro e pensione: lo stato dell'arte. Parliamone con gli amici di centralinoplus”. Slashradio: mercoledi' 18 marzo 2015 - ore 16,00. Slash Radio: 7° meeting online dei lettori di Kaleidos. - Mercoledì 11 Marzo 2015 ore 15,00-18,00. Conversazioni d'arte: dimore, castelli e palazzi d'Italia - Rocche e castelli tra Malatesta e Montefeltro - Parte5 Conversazioni d'arte: dimore, castelli e palazzi d'Italia - Rocche e castelli tra Malatesta e Montefeltro - Parte4 Conversazioni d'arte: dimore, castelli e palazzi d'Italia - Rocche e castelli tra Malatesta e Montefeltro - Parte3 Conversazioni d'arte: dimore, castelli e palazzi d'Italia - Rocche e castelli tra Malatesta e Montefeltro - Parte2 Conversazioni d'arte: dimore, castelli e palazzi d'Italia - Rocche e castelli tra Malatesta e Montefeltro - Parte1 Soluzioni per il digitale terrestre ed altro - Parte 3 Programmi TV di Oggi programmiTv - MTV 31 ottobre 2018 Programmi 07:00 - MTV News07:30 - Case Pazzesche08:00 - Friendzone: Amici o Fidanzati?09:45 - Calciatori - Giovani Speranze12:00 - New Girl13:00 - Hollywood Heights - Vita Da Popstar13:55 - Scrubs14:50 - The Inbetweeners: Quasi Maturi15:50 - Ginnaste - Vite Parallele 16:40 - Hollywood Heights - Vita Da Popstar17:30 - Catfish: False Identita'18:25 - Ginnaste - […] Acor3.it programmiTv - RAIDUE 31 ottobre 2018 Programmi 06.00 Zibaldone.../Medicina 33 764 06.25 X Factor-I casting 758 06.55 Quasi le sette/Cartoon Flakes 777 09.45 Rai Educational 524 777-778 10.00 Tg2punto.it 11.00 11.00 Insieme sul Due 13.00 TG2-Giorno 777 /Costume e Società 13.55 Medicina 33 764 14.00 Scalo 76 Cargo/Question Time 15.45 Italia allo specchio 16.15 16.15 Ricomincio da qui 17.20 Telefilm:Julia la […] Acor3.it programmiTv - ITALIA 1 31 ottobre 2018 Programmi 06.35 Cartoni Animati 09.05 Telefilm:Starsky & Hutch 10.10 Telefilm:Supercar 12.15 12.15 Secondo voi 12.25 Studio Aperto 13.00 Studio Sport 13.40 Cartoni animati 14.30 I Simpson 15.00 Telefilm:Paso adelante 15.55 15.55 Telefilm:Wildfire 16.50 Cartoni animati 18.30 Studio Aperto 19.05 Don Luca c'è 19.35 19.35 Medici miei 20.05 Camera cafè 20.30 La ruota della fortuna 21.10 […] Acor3.it programmiTv - RAITRE 31 ottobre 2018 Programmi 06.00 Rai News 24 (Buongiorno Regione) 08.15 Rai Educational 524 09.15 Verba volant 777-778 09.20 Cominciamo Bene-Prima 10.05 Cominciamo Bene 12.00 12.00 TG3/Sport Notizie/Meteo 3 12.25 TG3 Agritre 777 12.45 Le storie-Diario italiano 13.05 Terra nostra 777 14.00 TG Regione/TG Regione Meteo 14.20 TG3 777 /Meteo 14.50 TGR Leonardo/TGR Neapolis 15.10 15.10 Flash L.I.S. 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INTERVIENE: Varo
PUBBLICATO IL (giorno e ora): 05/11/2018 14:45:39

LA SUA RISPOSTA: Volevo aggiungere alcuni particolari ,perchè Simona Fanini è stata molto brava riuscendo a concentrare in poche riche un convegno durato quasi quattro ore, ma ,certamente ha dovuto trascurare alcune cose. La manifestazione ha avuto grande successo, con alcune centinaia di persone convenute. , ma questo congresso è stato ripetuto a Chicago il 27 ottobre, e,in quella occasione i convenuti erano circa 25000 ,manifestando molto entusiasmo per i contenuti, specialmente verso il microchip che, aveva permesso agli impiantati di leggere parole grandi e, non solo lettere,usando circa 400 fotodiodi . Il professore Daniel Palanke ,aveva illustrato come erano riusciti ad ottimizzare le rese dei microscopici fotodiodi tramite una loro ottimale disposizione . A breve i 400 pixel diverranno ottomila e, poi anche a diecimila . Queste ricerche costano tantissimo ,per cui anche sul mercato i costi saranno alti, ma l'espansione potrà ridurre i costi e avere aiuti economici dai sistemi sanitari dei vari paesi. Su questo congresso, ho fatto un articolo per il periodico "Giovani del 2000 , che uscirà in Dicembre . Ci troverete anche altri particolari : saranno tutti esatti perchè già controllati dal professor Cusumano . Termino quell'articolo dicendo che non siamo più nel vecchio mondo delle rassegnazioni, ma in quello nuovo dove è lecito sperare. Molto dipende anche da noi,dalle nostre risposte, perchè è come dico da tempo: Le ricerche vanno verso le richieste e, non verso le necessità. Varo.



INTERVIENE: Maddalena
PUBBLICATO IL (giorno e ora): 06/11/2018 09:41:56

LA SUA RISPOSTA: da quanto scritto sopra sembra che il microchip di cui si parla sia simile alla "nanoretina israeliana",forse Varo può informarsi presso qualcuno che ha partecipato a quel congresso se è stato detto il nome della ditta che ha costruito il chip.



INTERVIENE: Maddalena
PUBBLICATO IL (giorno e ora): 06/11/2018 09:43:42

LA SUA RISPOSTA: da quanto scritto il microchip di cui si parla sembra quello israeliano,forse Varo potresti informarti presso qualcuno presente al congresso se ha sentito il nome della ditta produttrice del microchip



INTERVIENE: Maddalena
PUBBLICATO IL (giorno e ora): 06/11/2018 09:45:20

LA SUA RISPOSTA: comunque se qualcuno vuole più informazioni sulla nanoretina itsraeliana metto un comunicato di retina italia dove ci sono gli indirizzi mail a cui informarsi: comunicazione importante:Nuova Sperimentazione* NANO RETINA: al via il reclutamento per il nuovo impianto epiretinico. Una nuova protesi retinica è ora disponibile. Inizia la sperimentazione clinica di una nuova protesi retinica, ancora mai impiantata su uomo, presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi, SOD Oculistica, Dir. Prof Stanislao Rizzo. Si tratta di un impianto autonomo, alimentato a infrarossi (IR) e progettato per convertire l'input visivo in impulsi elettrici a livello delle cellule nervose retiniche. L'impianto NanoRetina è un innovativo dispositivo epiretinico (posizionato cioè sulla retina, e non al di sotto) costituito da una serie di elettrodi che, penetrando attraverso gli strati del tessuto retinico, vengono connessi direttamente alle cellule nervose residue presenti nella retina bypassando lo strato dei fotorecettori danneggiati. Gli elettrodi di questo sistema sono 576, un numero cha lascia ipotizzare una migliore risoluzione del sistema rispetto ai precedenti già sotto studio. Il sistema non richiede la presenza di cavi: il tutto funziona in modalità wireless. Il paziente dovrà indossare un occhiale a infrarossi con lenti trasparenti. Sull’occhiale è presente un impianto che converte l’ immagine che arriva dall’esterno in luce infrarossa, che viene poi inviata all’array presente sulla retina. Questo chip trasmette l’ immagine all’area visiva corticale, attraverso le vie ottiche naturali. Per funzionare sarà quindi necessario tenere gli occhi aperti, come nel normale processo di visione. Il primo criterio di inclusione è una precedente storia di visione. Possono essere arruolati tutti i pazienti con età compresa tra i 18 e gli 80 anni. Altri criteri di selezione sono: -Diagnosi confermata di degenerazione retinica ereditaria allo stadio terminale (retinite pigmentosa o distrofia di coni e bastoncelli); -Acuità visiva in entrambi gli occhi di percezione luce o assenza di percezione della luce da non più di 5 anni; -Assenza di fori maculari, distacchi di retina, traumi oculari, edema maculare cistoide o altri problemi retinici legati alla vascolarizzazione o patologie del nervo ottico. I pazienti dovranno effettuare una visita di screening, fondamentale per la valutazione della possibilità di essere inclusi nello studio. Lo studio per tutti i pazienti inclusi durerà circa 18 mesi, dal momento dello screening. Successivamente verranno sottoposti all’intervento chirurgico per l’ inserimento dell’ impianto, che avrà durata di circa 2 ore, in anestesia generale, con una degenza prevista di 1-2 giorni. Dopo il periodo di convalescenza di 1 settimana inizieranno le procedure di ottimizzazione e impostazione del dispositivo, che potranno variare come durata a seconda dei soggetti. A 30 giorni dall’ intervento avrà inizio il percorso di riabilitazione, caratterizzato da 3 sedute a 1, 3 e 6 mesi dalla chirurgia, e successivamente, se si riterrà necessaria, sarà data la possibilità di effettuare delle sedute di riabilitazione direttamente a casa del paziente. Chiunque vorrà avere maggiori informazioni o richiedere la visita di screening per l’eventuale arruolamento potrà rivolgersi scrivendo a: *cecchip@aou-careggi.toscana.it. *** Nella mail sarà necessario inserire i propri dati personali (nome, cognome, data di nascita, città di residenza e recapito telefonico), unitamente al tipo di diagnosi di distrofia retinica ereditaria e referto di ultima vista oculistica effettuata. Per informazioni potrete chiamare Retina Italia al numero 026691744 (lunedì, mercoledì giovedì e venerdì dalle 9.30 alle 13.30)



INTERVIENE: Varo
PUBBLICATO IL (giorno e ora): 06/11/2018 12:24:42

LA SUA RISPOSTA: Maddalena, a quel convegno c'ero io, con mia figlia ed il suo ragazzo. Abbiamo registrato quattro ore di relazioni . Ho scritto un articolo in merito, ma non sono riuscito ad inserirlo ,probabilmente perchè il formato usato non doveva essere compatibile per problemi tra winguido e i nuovi sistemi . In effetti la nanoretina dovrebbe somigliare. Ma il microchip presentato è opera del gruppo americano di Daniel Palanker ,il quale era presente al convegno di Roma. Il nostro professore Andrea Cusumano ,per questo progetto fa continuamente la spola tra New York , Bonn, Parigi, ecc. Il microchip è già stato testato su cinque pazienti ,con cinque successi e nessun problema. Ora verranno eseguiti altri cinque interventi in usa , dove c'è stato un altro convegno di macula today, a chicago ,con la presenza di circa venticinquemila partecipanti , rimasti entusiasti . . Informazioni dirette e, non riprese dalla stampa . Le caratteristiche e le evoluzioni ,sono state ampiamente illustrate nel convegno, dove il professore ha mostrato filmati commentati sulle evoluzioni dei microelementi impiegati . Il professore ha detto che presto verranno usati ottomila di questi elementi,per giungere a diecimila . Ma nel convegno ha detto Cusumano, che stanno creando un gruppo multicentrico internazionale che potrà operare anche in Italia . C'è molto impegno individuale e, ci sono i nomi più prestigiosi , come si legge nell'articolo di Simona Fanini . Ecco, se le forze si uniscono , la cecità verrà vinta , per cui , ci trovo speranze ,perchè, anche la uici comincia a muoversi ,come dimostrato dalla sua partecipazione . Circa il dispositivo israeliano . Volevo inserire l'articolo che ci hai appena mostrato e, che era già apparso nei mesi scorsi , volevo farlo pubblicare nel periodico Giovani del 2000 , ma, volevo essere sicuro di non violare il copirygth , per cui avevo chiesto il permesso ai responsabili . Ma la prima volta mi è stato risposto dalla interpellata,che si trovava in ferie. mentre ripetendo la richiesta, non ho avuto risposte. Adesso sai dirci come sta andando il reclutamento ,o gli impianti? Varo.



INTERVIENE: Varo
PUBBLICATO IL (giorno e ora): 06/11/2018 15:14:22

LA SUA RISPOSTA: Sono riuscito a recuperare il testo che non mi era riuscitoad inserire prima . e, ora provo a spedirlo così come si trova, Varo.Cari amici, in un forum si possono trovare piccoli consigli ed esperienze altrui, che per i problemi oculari non risolvono le grandi questioni . Noto che invece, vi entrano persone con problemi importanti non risolti dagli oculisti, sperando di trovare rimedi : : questo non è logico. Le nostre conoscenze sono insufficienti. . Le associazioni possono aiutarci , ma, in quale modo? Principalmente agevolando i ricercatori ,dialogando con loro, con gli operatori di settore , con le istituzioni, e le persone per promuovere interessi importanti e comuni a tutti,nel senso di una lotta alla cecità, con forze unite dal multicentrismo e, non settoriale, perchè ogni settore ha collegamenti con altri . Questo per introdurre un tema di grande importanza collettiva. Il 15 ottobre scorso al Roome Cavalieri di Roma, si è svolta una assemblea organizzata dalla associazione macula e genoma foundation diretta dal professore Andrea Cusumano e, con il patrocinio della unione italiana ciechi ed ipovedenti onlus. In quella assemblea sono intervenuti grossi nomi di rilevanza mondiale su temi importanti e fondamentali, come i microchip di nuova generazione per le maculopatie atrofiche ,scarsamente curabili oggi. Come il tema delle staminali per le retiniti, o le correzioni geniche per le amaurosi congenite, o le stargardt. Come le influenze dei geni nelle malattie e nelle terapie. Come i nuovi studi per rendere sensibili alla luce parti retinice prive di fotorecettori , ecc.. In questo simposio, sono state dette cose importantissime , ad esempio, il professore Cusumano ha evidenziato che il convegno è stato interamente finanziato dagli stessi organizzatori e, che gli stessi intendono portare in Italia ciò che viene fatto in usa, ,Gernania, Francia, ecc. Egli ha anche detto che le ricerche hanno costi molto elevati e, per questo inizialmente i rimedi saranno costosi, ma ,con la loro espansione i costi scenderanno e potranno essere gestiti dai sistemi sanitari . Ed è chiaro che molto dipenderà da noi pazienti ,dalle nostre risposte: ricordate il mio vecchio motto? Le ricerche vanno verso le richieste, e, non verso i bisogni. . Ho pensato di chiarire meglio inserendo un articolo di Simona Fanini inserito nel giornale dei ciechi del Lazio . Invito, comunque, ad andare nel sito, per riscontrarlo. Io, da parte mia, ho messo un mio articolo nel periodico "Giovani del 2000" che uscirà nel mese di Dicembre. Quì volevo aggiungere un particolare importante che non troverete in altre parti , questo: Il convegno di Macula today, a Roma ha visto una grande partecipazione ,con alcune centinaia di persone rimaste soddisfatte. Ma, nel giorno 27 Ottobre lo stesso convegno è stato riproposto a Chicago , dove i partecipanti hanno raggiunto i 25000 ! Balza agli occhi il differenziale tra quello nostro e quello del grande paese americano . Grande clamore ha fatto, il nuovo microchip ,denominato " Prima " Oggi in versione con 400 pixel che ha portato cinque volontari ,dal buio, alla lettura di lettere e parole grandi . Questo nuovo microchip ,a breve avrà ottomila pixel ,per passare,poi, a diecimila. Il primo paziente impiantato a Parigi a fine dello scorso anno, non ha avuto problemi avversi.Ci ha partecipato anche il nostro professore Andrea Cusumano ,docente al Tor Vergata di Roma . Il principale autore di questo straordinario microchip di appena due millimetri di diametro è il grande professore Daniel Palanker, in California della standford university. Ma, ora, allego l'articolo di Simona fanini . Per il mio, abbiate pazienza e, leggete il prossimo numero di Giovani del 2000. Varo. . Sei qui: Giornale UICI > Consigli Regionali > Lazio > Simposio Macula Today 2018, di Simona Fanini Navigazione articolo? Precedente Successivi ?' Simposio Macula Today 2018, di Simona Fanini Supervisione scientifica: Prof. Dr. Med. Andrea Cusumano Occhio e ricerca: beyond blindness ? il titolo del Simposio Macula Today 2018, che si ? svolto lo scorso 15 ottobre presso il Rome Cavalieri, Waldorf Astoria Hotel & Resort - Sala Terrazza Monte Mario. Per il quarto anno consecutivo la Fondazione "Macula & Genoma Foundation Onlus” ha intrapreso l'iniziativa di radunare intorno ad un tavolo esponenti internazionali, oculisti, genetisti e ricercatori, per comunicare direttamente con e ai pazienti - non vedenti o con gravi disabilit? visive - le possibilit? di "riemergere dal buio” in seguito ai pi? recenti studi sperimentali e clinici in campo oftalmologico, presentando dei risultati unici, in esclusiva assoluta per l'Europa, in campo tecnologico e farmacologico. La Fondazione Macula & Genoma sottolinea il fatto che l'evento non riceve alcun tipo di finanziamento da parte di altre organizzazioni, n? da parte di compagnie farmaceutiche o di soggetti profit in ambito oftalmologico, ma ? frutto di fondi propri, dell'impegno dei fondatori e della collaborazione con soggetti no profit, quali l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e della International Agency for the Prevention of Blindness - IAPB del Lazio. Il noto autore e conduttore di rubriche di interesse medico scientifico, Dr. Michele Mirabella, ha coordinato l'intero convegno offrendo spunti di riflessione al termine dei vari interventi. Il conduttore, dopo una breve presentazione, ha dato il via ai lavori con il primo intervento tenuto dal Prof. Andrea Cusumano, Docente di Oftalmologia presso le Universit? di Roma Tor Vergata, Rheinische Friederich - Wilhelms di Bonn e Cornell University di New York. Cusumano ha fatto luce sulle pi? recenti novit? in campo oftalmologico, partendo dal tema della Terapia Genica in oftalmologia, spiegando quale sia il modo di correggere il cattivo funzionamento di specifici geni che sono responsabili di gravi patologie oculari e il ruolo di Hub che la Macula & Genoma Foundation sta svolgendo nell'arruolamento di pazienti che soffrono di gravi disabilit? visive e che possono essere dei candidati a questo tipo di terapia. Quando si parla di Terapia Genica, ci spiega Cusumano, dobbiamo ricordare che il gene ? una parte di un frammento di Dna ed ha la capacit? di esprimere una proteina. A questa proteina corrisponde generalmente una funzione strutturale o biologica. Se il gene ? assente o difettoso non ci sar? l'espressione della proteina, e quindi la funzione. Ad oggi l'ingegneria molecolare e l'ingegneria genetica ci permettono di introdurre all'interno della cellula malata, un gene terapeutico. Tale gene fa s? che la funzione dell'occhio venga ripristinata e che il Dna che occorre per esprimere la proteina mancante, venga trascritto. Per fare ci? ci serviamo dei virus, che ovviamente sono attenuati e dunque non scatenano alcuna reazione immunitaria ma permettono di trasferire il gene terapeutico al loro interno, ricominciando ad avere una funzione. Il secondo ad intervenire ? stato il Prof. Emiliano Giardina, genetista dell'Universit? degli studi di Roma "Tor Vergata” e del Laboratorio di Genetica Molecolare ULDM - Fondazione Santa Lucia, sul tema della farmacogenetica e della farmacogenomica, approfondendo gli studi sull'influenza delle caratteristiche genetiche individuali sulla risposta dell'organismo a un farmaco. Giardina ha spiegato come da un'analisi del DNA di un individuo ? possibile determinare il miglior percorso terapeutico da intraprendere (per quell'individuo e non per un altro) per trattare una determinata patologia oculare, aumentando cos? la probabilit? di risposta positiva alla terapia e allo stesso tempo riducendo il rischio di eventi avversi. Molto atteso l'intervento del Prof. Daniel Palanker del Department of Ophthalmology and Hansen Experimental Physics Laboratory dell'Universit? di Standford in California, che ha spiegato l'utilizzo delle protesi fotovoltaiche nel ripristino della visione in pazienti affetti da degenerazione maculare. Sono incredibili i passi avanti che si stanno facendo verso una retina artificiale con il potenziale di ridare in parte la vista a milioni di pazienti nel mondo. Palanker ha sviluppato e impiantato un chip sottoretinico miniaturizzato (di appena 2 millimetri di diametro) per la prima volta in 5 pazienti con degenerazione maculare senile, malattia della retina che rappresenta oggi la prima causa di cecit? nel mondo occidentale e per la quale si pu? fare ancora poco. I pazienti trattati, non vedenti, hanno acquisito la capacit? di vedere lettere molto grandi e anche una limitata capacit? di lettura. Alla preziosit? di dati come questi si aggiunge la testimonianza diretta del Professor Cusumano che nel 2017 ha partecipato al primo intervento eseguito presso la Fondazione E. Rotschild di Parigi. Il microchip ? assolutamente innovativo rispetto a quelli fin qui sperimentati su pazienti con malattie ereditarie della retina ed ? promettente per i pazienti con maculopatia avanzata. La sua grandezza ? di 2 millimetri per 2 millimetri e contiene quasi 400 minuscoli sensori ottici (fotodiodi) che trasformano le immagini in segnali elettrici che vengono poi inviati al cervello - si infila sotto la retina con un intervento mininvasivo della durata di circa un'ora. Il chip non ha cavi di collegamento e viene attivato e alimentato dagli occhiali (su cui si monta una minitelecamera) indossati dai pazienti. Quindi il microchip non ha bisogno di batteria. Nell'ambito di questo studio pilota saranno operati 10 pazienti, tutti con degenerazione maculare 'atrofica' - la forma pi? diffusa e non curabile, che riguarda l'80% di tutti i pazienti con maculopatia - evoluta nello stadio terminale. Al termine del terzo intervento, sale al podio il Componente dell'Ufficio di Presidenza dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - Eugenio Saltarel - che nel portare il saluto della Presidenza Nazionale, si complimenta per l'interesse che gli argomenti suscitano nella platea, nonch? per la seriet? scientifica con la quale essi vengono comunicati ai pazienti e rafforza con entusiasmo la sinergia tra la Fondazione Macula & Genoma e l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in particolare complimentandosi con il Consiglio Regionale del Lazio e il suo Presidente Claudio Cola, che ha fortemente creduto nell'iniziativa. Il Prof. Michel Gorin (UCLA ad Jules Eye Institute, USA) ha illustrato i risultati degli ultimi studi di genetica riguardanti le Distrofie Retiniche ereditarie, mettendo in luce le pi? recenti acquisizioni sulle alterazioni genomiche responsabili delle degenerazioni maculari legate all'et? (AMD). Avvincente l'intervento del Prof. Henry Klassen (Medicine UC Irvine, USA), che ha presentato il primo studio di Fase II-b sulle cellule progenitrici retiniche nella cura della retinite pigmentosa. Lo studio presenta i risultati dell'iniezione intravitreale di cellule staminali che ha lo scopo di rallentare il decorso della retinite pigmentosa, aprendo le porte ad una possibile terapia. Il Prof. Richard Kramer (University of Californa, Berkeley, USA) ha invece parlato di una nuova incredibile molecola, "photoswitch”, capace di rendere fotosensibili cellule retiniche di diversa natura, in retine prive di coni e bastoncelli, e di utilizzarle come surrogati di queste ultime, per ottenere una percezione visiva in soggetti che vivono in completa oscurit?. L'intervento del Prof. Benedetto Falsini dell'Universit? Cattolica S. Cuore di Roma e della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, ? stato sapientemente illustrato dal collaboratore Dr. Jacopo Sebastiani, a seguito della contemporanea partecipzione del Prof. Falsini alla commemorazione per la triste scomparsa della nota ricercatirce Dr.ssa Lucia Galli-Resta dell'Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa. Il Dr. Sebastiani ha spiegato il ruolo dell'elettrofisiologia nelle terapie emergenti delle patologie retiniche, introducendo nuove metodiche di valutazione funzionale (mediante l'elettrofisiologia) e i risultati clinici delle sperimentazioni condotte in parte in partneship con l'NEI/NIH (National Eye Institute/National Insitute of Healt) di Bethesda, US. Al termine dei lavori, ampio spazio ? stato offerto ai pazienti per porre domande all'?quipe di scienziati presenti in risposta alle problematiche relative alle disabilit? visive presenti in sala. Questo articolo ? stato pubblicato in Lazio da Giada Voci



INTERVIENE: Maddalena
PUBBLICATO IL (giorno e ora): 07/11/2018 18:20:50

LA SUA RISPOSTA: purtroppo Varo,ho avuto ed ho diversi problemi familiari per cui non ho più potuto occuparmi delle novità dell'associazione,ne partecipare a congressi, ne far parte del consiglio direttivo di retina italia,riesco solo a consultare il forum ,forse Vannini o la dottoressa che è incaricata di raccogliere il maggior numero di pazienti per vedere quelli idonei all'impianto può risponderti.



INTERVIENE: Varo
PUBBLICATO IL (giorno e ora): 07/11/2018 19:55:19

LA SUA RISPOSTA: Mi spiace per i problemi, Maddalena: Per la questione della risposta, non fa niente: ormai non serve più ,perchè l'articolo che volevo pubblicare su Giovani del 2000 ,non è più possibile fino a marzo . Come detto, volevo essere sicuro di non violare il copyright, avendo pensato di riprodurre il comunicato senza modifiche. Il mese di dicembre è,ormai saturo ed uscirà a fine novembre. Io ci ho messo diversi articoli ,tutti interessanti. Uno riguarda una risposta ad una signora non vedente dalla nascita che aveva contestato un mio precedente articolo sulla cecità,. Lei non concordava dicendo che non è vero che la cecità è uno dei mali peggiori....! Che vuoi: Chi non ha mai visto la luce, non capisce cosa sia il vedere. Il mio articolo finiva così:Lo dice anche il proverbio: Al cieco non far sapere quant'è bello il mondo del vedere. Varo.