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Ultimo aggiornamento: Lunedì 12 Giugno 2017
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Titolo pagina: Arriva la nuova piattaforma in 3D "La chirurgia oculistica del futuro"

Arriva in sala operatoria NGENUITY Visualization System e promette di rivoluzionare la chirurgia oculistica. Si tratta di una piattaforma in 3D ad elevata precisione, sviluppata da Alcon in collaborazione con TrueVision 3D Surgical e presentata oggi per la prima volta aimedici chirurghi oftalmologi in Italia, in apertura del Congresso FLORetina che riunisce a Firenze fino al 30 aprile i maggiori esperti internazionali in malattie della retina. NGENUITY è un sistema altamente innovativo per la chirurgia vitreo-retinica digitalmente assistita, che consente di migliorare la visualizzazione della parte posteriore dell'occhio grazie ad immagini in tridimensionale proiettate su un display di oltre 50 pollici. La tecnologia 3D, già utilizzata nella chirurgia tradizionale, è stata applicata per la prima volta anche all'area oftalmologica della chirurgia vitreoretinica che ha avuto negli ultimi anni uno sviluppo notevolissimo raggiungendo risultati impensabili fino a qualche anno fa. L'introduzione del 3D rappresenta un ulteriore traguardo per i chirurghi che, attraverso l'utilizzo di una fotocamera ad altissima risoluzione, possono registrare tutti i più piccoli dettagli dell'occhio per poi trasmetterli in tempo reale a un monitor speciale che trasmette in 3 dimensioni.
"Siamo felici di lanciare anche in Italia il nostro sistema di visualizzazione 3D NGENUITY per il quale abbiamo ricevuto feedback molto positivi da parte della comunità degli oftalmologi in tutto il mondo – afferma Sergio Bove, general manager Alcon Italia – Offriamo ai chirurghi la più ampia gamma di prodotti e strumentazioni affinché i pazienti possano ricevere i migliori trattamenti possibili. Quest'anno festeggiamo il 70° anniversario di Alcon. In questi anni abbiamo cercato di valorizzare sempre di più la collaborazione con gli specialisti del settore in un'ottica di continua innovazione nella cura delle malattie oculari". Dall'inizio degli anni 80 nella microchirurgia oculistica, si è sempre utilizzato un microscopio che aveva la funzione di ingrandire e illuminare le varie parti dell'occhio in modo da consentire al chirurgo di effettuare tutte quelle micro manovre che altrimenti non sarebbero state possibili, data l'estrema minuziosità dei particolari d elle strutture oculari. Oggi, grazie al display posizionato in sala operatoria di fronte al chirurgo, si riesce ad operare guardando non più nel microscopio, ma direttamente nello schermo. Questo tipo di dotazione tecnologica, estremamente avanzata e moderna, consente di ingrandire in maniera mai vista prima tutti i dettagli dell'occhio e di adottare le regolazioni proprie dei sistemi digitali come il potenziamento della luce e del contrasto e l'uso di filtri colorati per evidenziare, per esempio, alterazioni vitreo-retiniche. Inoltre questa soluzione permette di rendere partecipe dell'intervento in corso tutta l'equipe presente in sala operatoria e, al tempo stesso, può rappresentare anche un vero e proprio strumento didattico per gli studenti.
"I vantaggi del 3D sono davvero notevoli. Sicuramente ha un impatto positivo sui pazienti, dal momento che questa tecnologia migliora la sicurezza e la precisione degli interventi rendendoli più veloci, meno traumatici, con percentuali di riuscita molto più alte e con una riduzione dei rischi e di eventuali complicanze – spiega Faustino Vidal Aroca, direttore medico di Alcon Italia – Nelle procedure microchirurgiche, la profondità dell'immagine è, infatti, fondamentale per consentire allo specialista di vedere meglio i tessuti che si vanno a trattare, aumentare l'accuratezza e la precisione dell'intervento e ridurre di conseguenza il margine di errore. Le malattie oculari di interesse chirurgico riguardano essenzialmente la macula, la retina e il cristallino. Tra queste le più frequenti sono la cataratta, che si manifesta attraverso un processo di progressiva perdita di trasparenza del cristallino nell'occhio con conseguente diminuzione della vista; il foro maculare ch e consiste in una perdita di sostanza a livello della retina centrale e la membrana epiretinica che consiste invece nella formazione, sulla superficie della macula, di una membrana traslucida che si contrae arricciandosi, determinando conseguentemente una deformazione della retina sottostante.
In Italia si eseguono circa 500 mila interventi di cataratta ogni anno, che resta ad oggi l'intervento chirurgico più frequente e più eseguito nell'ambito della chirurgia oculare. Ma anche nel caso del foro maculare e della membrana epiretinica ormai ci troviamo di fronte a patologie che, negli ultimi anni, stanno subendo un discreto aumento anche a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. Il foro maculare colpisce infatti circa 4 persone su 1.000 dopo i 65 anni, con 2 mila nuovi casi ogni anno, mentre la membrana epiretinica interessa il 12 per cento delle persone sopra i 70 anni. In tutti questi casi, ovviamente, un intervento chirurgico precoce è sempre condizione essenziale per il successo dell'operazione.


Articolo di Eugenia Sermonti e tratto da "Libero Quotidiano.it"

15 Maggio 2017

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