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ATRI Onlus - Associazione Toscana Retinopatici ed Ipovedenti

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Ultimo aggiornamento: giovedì 2 Febbraio 2012
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Titolo pagina: News sulla LCA (Amaurosi Congenita di Leber)

Terapia genica per l'Amaurosi congenita di Leber: risultato importante, ma non è la cura.

Una precisazione dei ricercatori dopo aver letto i titoli di alcuni giornali.
A seguito della conferenza stampa svoltasi ieri a Roma in cui sono stati presentati i primi incoraggianti risultati della terapia genica su tre pazienti italiani affetti da amaurosi congenita di Leber, molti giornali e tg hanno "forzato la mano" con titoli esagerati che rischiano di fare confusione e di creare false aspettative in molti pazienti. Titoli tipo "Ciechi che vedono", "Cecità sconfitte", "Vista restituita" non corrispondono a quanto comunicato dalla Fondazione Telethon e sono in contraddizione anche con i testi dei servizi giornalistici che seguono.
Nella speranza di contribuire a fare chiarezza sulla reale portata dei risultati presentati, pubblichiamo perciò di seguito un breve testo scritto da Francesca Simonelli e condiviso da Alberto Auricchio, i due ricercatori italiani che insieme ai colleghi statunitensi hanno seguito il trial clinico sui tre pazienti italiani.
L'Amaurosi congenita di Leber è una malattia degenerativa della retina molto grave, che si manifesta già nella prima infanzia e che crea nel corso degli anni una severa riduzione della vista. I risultati della prima terapia genica effettuata nei tre pazienti italiani sono molto incoraggianti, perché segnalano, sia pure in una condizione di stato molto avanzato della malattia, un parziale recupero della vista.
Ciò si traduce nella capacità acquisita dai pazienti dopo l'intervento, di poter leggere con l'occhio trattato, dalle tre alle cinque righe di una tavola ottotipica posta a cinquanta cm, in un allargamento del campo visivo e nella capacità di effettuare un percorso ad ostacoli senza errori.
Questo risultato è molto importante in relazione alle condizioni preesistenti dei pazienti, ma è ovviamente ancora lontano da un recupero completo della visione.

Successo del primo intervento al mondo di terapia genica eseguito su tre italiani affetti da sindrome di Leber.

Effettuato negli Usa grazie ad un lavoro di equipe internazionale. Coinvolti a Napoli il Tigem e la Seconda Università, a Philadelphia il Children's Hospital.
Per la prima volta al mondo è stato eseguito con successo un intervento di terapia genica sull'uomo per curare una grave forma di cecità ereditaria, l'amaurosi congenita di Leber.
Si è trattato di un complesso lavoro di equipe internazionale che oltreoceano ha fatto capo al Children Hospital di Philadelphia e, nel capoluogo partenopeo, all'Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem) e al Dipartimento di Oftalmologia della Seconda Università degli Studi di Napoli.
L'intervento è stato eseguito con l'iniezione nello spazio sottoretinico dell'occhio di un vettore virale, contenente la versione sana del gene alterato. Il gene corretto si è inserito stabilmente nella retina e ha prodotto la proteina mancante negli individui malati.
I risultati pubblicati sul New England Journal of Medicine*, aprono prospettive incoraggianti: in tutti i pazienti sottoposti a questa prima fase dello studio, infatti, non si sono riscontrati effetti tossici e, ad alcuni mesi di distanza, si sono già potuti osservare miglioramenti significativi della funzionalità visiva. Per esempio, nei pazienti sono migliorate la percezione del campo visivo, la risposta della retina alla luce e la capacità di eseguire alcuni test di mobilità. A partecipare a questo primo trial clinico sono stati due gemelli di 26 anni di Agrigento e una ragazza di 19 anni di Pavia. La parte italiana dello studio, finanziata da Telethon, è stata coordinata da Alberto Auricchio (nella foto), ricercatore del Tigem e professore associato dell'Università "Federico II" di Napoli.
Per il Tigem hanno partecipato anche Enrico Maria Surace e Sandro Banfi, che ha eseguito lo screening genetico delle persone idonee all'intervento.
Sul versante clinico, il reclutamento e il follow-up dei pazienti sono stati coordinati da Francesca Simonelli del Dipartimento di Oftalmologia della Seconda Università degli Studi di Napoli.
La sintesi del vettore virale e l'intervento chirurgico sono avvenuti al Children's Hospital di Philadelphia, sotto la supervisione di Jean Bennett.
I risultati di questo importante lavoro sono stati presentati il 29 aprile a Roma da Auricchio e Simonelli, con la partecipazione di Susanna Agnelli, presidente di Telethon, e di Andrea Ballabio, direttore del Tigem.
Un annuncio che avviene a soli quattro giorni di distanza da quello di un'altra importante scoperta, da parte dello stesso gruppo di ricerca: la possibilità di inserire geni di dimensioni decisamente maggiori rispetto a prima all'interno di particolari vettori per la terapia genica.
Questo avanzamento tecnologico, descritto sul Journal of Clinical Investigation, mostra come la terapia genica possa essere sfruttata d'ora in avanti anche per la cura di malattie dovute all'alterazione di geni grossi, come per esempio la malattia di Stargard, la distrofia muscolare di Duchenne, l'emofilia di tipo A e la fibrosi cistica.
L'amaurosi congenita di Leber è una grave malattia genetica che colpisce la retina e provoca cecità o grave danneggiamento della vista già nei primi mesi di vita.
Al momento non esistono cure: la terapia genica può quindi rappresentare la strategia vincente per contrastare o curare questa patologia congenita. I prossimi passi consisteranno nel testare la mancanza di tossicità anche a dosaggi più alti e su un numero maggiore di pazienti, valutando nel tempo gli effetti a lungo termine.

(*) Albert M. Maguire, Francesca Simonelli, Eric A. Pierce, Edward N. Pugh, Federico Mingozzi, Jeannette Bennicelli, Sandro Banfi, Kathleen A. Marshall, Francesco Testa, Enrico M. Surace, Settimio Rossi, Arkady Lyubarsky, Valder R. Arruda, Barbara Konkle, Edwin Stone, Junwei Sun, Jonathan Jacobs, Lou Dell'Osso, Richard Hertle, Jian-xing Ma, T. Michael Redmond, Xiaosong (Sonia) Zhu, Bernd Hauck, Olga Zelenaia, Kenneth S. Shindler, Maureen G. Maguire, J. Fraser Wright, Nicholas J. Volpe, Jennifer Wellman McDonnell, Alberto Auricchio, Katherine A. High, Jean Bennett, "Safety and Efficacy of Gene Transfer for Leber Congenital Amaurosis".

The New England Journal of Medicine, april 2008.

Per saperne di più: Le basi della terapia genica

Per maggiori informazioni visita il sito www.telethon.it

7 Maggio 2008

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