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ATRI Onlus - Associazione Toscana Retinopatici ed Ipovedenti

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Ultimo aggiornamento: mercoledì 18 Aprile 2012
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Titolo pagina: Retina elettronica impiantata a Pisa

Per la prima volta in Italia effettuato un intervento su un malato di retinite pigmentosa inserendo nell'occhio un chip sottoretinico sensibile alla luce.

Sa di miracolo tecnologico, ma ha dei limiti ben precisi: parliamo del cosiddetto occhio bionico. Per la prima volta in Italia, ai primi di novembre, è stato impiantato a Pisa un chip sotto la retina di un malato sessantenne affetto da retinite pigmentosa.
Pur essendo morti i suoi fotorecettori si possono così a inviare dei segnali visivi al nervo ottico. Nel migliore dei casi il malato – come già verificato dall'Università di Tubinga, dove questo tipo d'intervento è stato eseguito un anno fa – recupera una visione centrale compresa tra i 5° e gli 11°, in bianco e nero e per flash successivi. Tuttavia ciò può bastare per riconoscere grandi oggetti.
Si tratta, comunque, di una soluzione sperimentale che in futuro potrebbe consentire a chi è affetto da una malattia genetica incurabile di recuperare la visione centrale, seppure in forma piuttosto rudimentale. Non solo è necessaria una specifica riabilitazione, ma ovviamente si possono anche presentare serie complicazioni.
Gli interventi sono limitati, almeno per ora, a pochi malati prescelti (colpiti da retinite pigmentosa oppure da coroideremia). Ci sono delle precise condizioni per poter prendere parte agli esperimenti, ammesso che si venga selezionati. Una di queste, oltre a una minima vitalità degli strati interni della retina, è quella di avere il nervo ottico integro.
Ora bisognerà attendere che venga acceso il chip retinico del sessantenne di Prato. Poi si procederà alla riabilitazione affinché il paziente impari a vedere in modo 'elettronico'.


Traduzione di M.B. dal sito di "FFB"

17 Novembre 2011

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