Titolo pagina: Il Braille
Basilari per i bambini piccoli sono i pre-requisiti spazio-temporali e di affinamento del tatto. Se ad esempio il bambino non ha acquisito il concetto di "sopra-sotto" o "destra-sinistra" non può di certo scrivere; così come non può leggere se non ha acquisito una buona capacità di discriminazione tattile ed una buona coordinazione bimanuale. Materiali molto utili sono:
- Casellario Romagnoli
- Portauova con palline da ping pong e simili
- Gioco dei chiodini
- Piano di gomma
- Schede specifiche già esistenti nel materiale tiflodidattico in commercio
- Libri tattili
Il Braille
Se tra i nostri allievi c'è chi non vede, o meglio, chi vede in modo diverso, cioè
con gli altri sensi o sensi vicarianti (tatto, udito, olfatto, gusto) è bene che come
insegnanti (di classe o di sostegno) impariamo a conoscere il suo codice di scrittura e
di lettura.
È opportuno che esso diventi patrimonio culturale della classe intera
(allievi ed insegnanti). Ciò non significa certo che tutti scriveremo e leggeremo in
Braille ma che tutti saremo in grado di decodificarlo e di utilizzarlo per brevi messaggi,
anche se oggi, grazie all'informatica, possiamo spedire SMS vocali ed e-mail leggibili
direttamente anche da coloro che hanno gravi problemi di vista. L'apprendimento del Braille
non è difficile e tutti i vedenti, se opportunamente guidati, possono impararlo
e tutte le figure educative che interagiscono con i ragazzi possono comprendere come si
insegna e trasmetterlo in modo adeguato. Se non abbiamo sperimentato il codice Braille
utilizzando il tatto ed i suoi strumenti di scrittura, difficilmente potremo renderci
conto del tempo necessario per trascrivere ed eseguire un'operazione o un'espressione
o più semplicemente per comporre un testo in cui se dimentico una parola non
ho più lo spazio per inserirla. In caso di difficoltà di lettura
da parte dell'allievo si può aiutarlo con un'indicazione tattile utile al
riconoscimento della lettera su cui ha dubbi. Fin dalle prime lettere possiamo
renderci conto che al tatto ogni punto crea una significativa differenza tra una e l'altra.
Il sistema Braille può essere considerato un codice "che a differenza dei codici più usati (alfabeto Morse, codice delle bandiere in Marina, ecc.) non si rivolge all'occhio o all'orecchio ma al tatto e del tatto tiene conto delle sue limitazioni e delle sue potenzialità, dell'anatomia del polpastrello, che è l'organo lettore. Si basa sulla linea punteggiata in altorilievo, sulla essenzialità e la semplicità delle forme, sulla capacità d i compiere una serie di operazioni mentali da parte di chi legge, affidando quindi alla mente il compito di risolvere problemi interpretativi.
Esaminiamo più da vicino quali sono gli elementi del codice Braille.
Il puntino in altorilievo e lo spazio non punteggiato, ossia la distanza tra un
puntino e l'altro. Infine la disposizione dei puntini l'uno rispetto all'altro e,
più in generale, la loro collocazione nel rettangolino "virtuale", rettangolino
che costituisce il sistema di riferimento per l'interpretazione del segno Braille.
Abbiamo detto che i puntini del sistema braille sono collocati in un rettangolo
ideale disposto con il lato più corto parallelamente a chi legge e con il
lato più lungo verticalmente.
Il numero dei puntini utilizzati, ma soprattutto la forma che viene prodotta e la posizione che ognuno di essi occupa all'interno del rettangolino, sono gli elementi che determinano il significato del segno braille. Si dice che il punto numero 1 si trova in alto a sinistra, il punto numero 2 in mezzo a sinistra, il punto numero 3 in basso a sinistra, il numero 4 in alto a destra, il numero 5 in mezzo a destra, il numero 6 in basso a destra. Combinando in tutti i possibili modi i 6 puntini si possono ottenere 64 configurazioni, che sono appunto i 64 segni del sistema Braille. Luigi Braille si pose in primo luogo il problema di dare la possibilità ai ciechi di leggere e scrivere e congegnò un codice per simbolizzare prima di tutto le lettere dell'alfabeto francese, presto però il sistema venne utilizzato per trascodificare alfabeti di altre lingue; tedesco, inglese, italiano, e, in seguito alfabeti diversi da quello latino: greco, cirillico, arabo e sistemi idiografici come quello cinese. Fin dagli albori il Braille fu utilizzato anche per rappresentare i numeri e le formule aritmetiche pių semplici, poi le note musicali e tutti gli altri segni che entrano in una partitura.
Oggigiorno il sistema trova le più svariate applicazioni: si usa per tutte le lingue antiche e moderne, esistono spartiti musicali trasposti in braille, da quelli più semplici a quelli per orchestra, vi sono testi di matematica superiore e i non vedenti lo usano anche per risolvere piccoli problemi di vita quotidiana, come etichettare alimenti, medicinali, contrassegnare carte da gioco, trascrivere modelli di cucito.
Louis Braille trovò i segni della prima riga.
- La seconda riga nacque dalla prima con l'aggiunta del punto 3;
- La terza riga come la prima con l'aggiunta del punto 3 e del punto 6;
- La quarta apparve come la prima con l'aggiunta del punto 6;
- Per la punteggiatura utilizzò ancora la prima riga abbassando ogni lettera di una posizione;
- Per i numeri antepose il segno di segnanumero (3-4-5-6) a ciascuna delle prime dieci lettere della prima riga in modo da trascrivere tutti i numeri;
- Per il maiuscolo il segno maiuscolo (4-6) fu posto davanti a ciascuna lettera.
Il Braille si scrive con:
- tavoletta Marsella e punteruolo;
- tavoletta con righello e punteruolo;
- dattilobraille di diversi modelli;
Si legge con il tatto:
- su supporto cartaceo;
- su supporto informatico: barra Braille detta anche "stringa" o "display Braille".
In questo caso si parlerà di Braille a 8 punti. Poiché i 64 segni non erano sufficienti ad esprimere i 264 del codice ASCII.
La pagina di un testo Braille si dice:
- a righe alterne o ad interlinea se è scritta una riga sė ed una riga no;
- ad interpunto quando č stampata da entrambi i lati, cioè sempre, a meno che non si tratti di un manoscritto.
Prima di scrivere è necessario esplorare attentamente (col tatto oltre che con gli occhi) gli strumenti di scrittura per comprendere:
- come sono fatti (es. quanto è piccolo lo spazio del casellino e come ci si muove al suo interno);
- come funzionano;
- come si inserisce il foglio;
- come si gira il foglio nella tavoletta quando si č terminata la pagina;
Alcuni consigli:
- il punteruolo si tiene perpendicolare alla tavoletta aderente alla parete del casellino accostando appena l'indice dell'altra mano alla punta del punteruolo si evita che perda la posizione iniziale;
- per passare da un casellino all'altro lo si fa scivolare alzandolo di pochissimo
- il punteruolo sente (ripassandolo dove si è già scritto) se il foglio è stato bucato o meno. Ciò è utile nel caso si perda il segno durante la scrittura o per l'autocorrezione;
- con la tavoletta Braille si scrive da destra verso sinistra.
di Silvia Bertolini coordinatrice C.I.S.S. (Centro Integrazione Scolastica Subvedenti)
e di Elisa Stabile, laureata in Psicologia, docente di lingua straniera nella
Scuola Elementare, collaboratrice ANS
da www.subvedenti.it
10 Maggio 2007


