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ATRI Onlus - Associazione Toscana Retinopatici ed Ipovedenti

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Ultimo aggiornamento: 16 Agosto 2010
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Titolo pagina: Il Braille

Basilari per i bambini piccoli sono i pre-requisiti spazio-temporali e di affinamento del tatto. Se ad esempio il bambino non ha acquisito il concetto di "sopra–sotto" o "destra-sinistra" non può di certo scrivere; così come non può leggere se non ha acquisito una buona capacità di discriminazione tattile ed una buona coordinazione bimanuale. Materiali molto utili sono:

Il Braille

Se tra i nostri allievi c'è chi non vede, o meglio, chi vede in modo diverso, cioè con gli altri sensi o sensi vicarianti (tatto, udito, olfatto, gusto) è bene che come insegnanti (di classe o di sostegno) impariamo a conoscere il suo codice di scrittura e di lettura.
È opportuno che esso diventi patrimonio culturale della classe intera (allievi ed insegnanti). Ciò non significa certo che tutti scriveremo e leggeremo in Braille ma che tutti saremo in grado di decodificarlo e di utilizzarlo per brevi messaggi, anche se oggi, grazie all'informatica, possiamo spedire SMS vocali ed e-mail leggibili direttamente anche da coloro che hanno gravi problemi di vista. L'apprendimento del Braille non è difficile e tutti i vedenti, se opportunamente guidati, possono impararlo e tutte le figure educative che interagiscono con i ragazzi possono comprendere come si insegna e trasmetterlo in modo adeguato. Se non abbiamo sperimentato il codice Braille utilizzando il tatto ed i suoi strumenti di scrittura, difficilmente potremo renderci conto del tempo necessario per trascrivere ed eseguire un'operazione o un'espressione o più semplicemente per comporre un testo in cui se dimentico una parola non ho più lo spazio per inserirla. In caso di difficoltà di lettura da parte dell'allievo si può aiutarlo con un'indicazione tattile utile al riconoscimento della lettera su cui ha dubbi. Fin dalle prime lettere possiamo renderci conto che al tatto ogni punto crea una significativa differenza tra una e l'altra.

Il sistema Braille può essere considerato un codice "che a differenza dei codici più usati (alfabeto Morse, codice delle bandiere in Marina, ecc.) non si rivolge all'occhio o all'orecchio ma al tatto e del tatto tiene conto delle sue limitazioni e delle sue potenzialità, dell'anatomia del polpastrello, che è l'organo lettore. Si basa sulla linea punteggiata in altorilievo, sulla essenzialità e la semplicità delle forme, sulla capacità d i compiere una serie di operazioni mentali da parte di chi legge, affidando quindi alla mente il compito di risolvere problemi interpretativi.

Esaminiamo più da vicino quali sono gli elementi del codice Braille.

Il puntino in altorilievo e lo spazio non punteggiato, ossia la distanza tra un puntino e l'altro. Infine la disposizione dei puntini l'uno rispetto all'altro e, più in generale, la loro collocazione nel rettangolino "virtuale", rettangolino che costituisce il sistema di riferimento per l'interpretazione del segno Braille.
Abbiamo detto che i puntini del sistema braille sono collocati in un rettangolo ideale disposto con il lato più corto parallelamente a chi legge e con il lato più lungo verticalmente.

Il numero dei puntini utilizzati, ma soprattutto la forma che viene prodotta e la posizione che ognuno di essi occupa all'interno del rettangolino, sono gli elementi che determinano il significato del segno braille. Si dice che il punto numero 1 si trova in alto a sinistra, il punto numero 2 in mezzo a sinistra, il punto numero 3 in basso a sinistra, il numero 4 in alto a destra, il numero 5 in mezzo a destra, il numero 6 in basso a destra. Combinando in tutti i possibili modi i 6 puntini si possono ottenere 64 configurazioni, che sono appunto i 64 segni del sistema Braille. Luigi Braille si pose in primo luogo il problema di dare la possibilità ai ciechi di leggere e scrivere e congegnò un codice per simbolizzare prima di tutto le lettere dell'alfabeto francese, presto però il sistema venne utilizzato per trascodificare alfabeti di altre lingue; tedesco, inglese, italiano, e, in seguito alfabeti diversi da quello latino: greco, cirillico, arabo e sistemi idiografici come quello cinese. Fin dagli albori il Braille fu utilizzato anche per rappresentare i numeri e le formule aritmetiche più semplici, poi le note musicali e tutti gli altri segni che entrano in una partitura.

Oggigiorno il sistema trova le più svariate applicazioni: si usa per tutte le lingue antiche e moderne, esistono spartiti musicali trasposti in braille, da quelli più semplici a quelli per orchestra, vi sono testi di matematica superiore e i non vedenti lo usano anche per risolvere piccoli problemi di vita quotidiana, come etichettare alimenti, medicinali, contrassegnare carte da gioco, trascrivere modelli di cucito.

Louis Braille trovò i segni della prima riga.

Il Braille si scrive con:

Si legge con il tatto:

In questo caso si parlerà di Braille a 8 punti. Poiché i 64 segni non erano sufficienti ad esprimere i 264 del codice ASCII.

La pagina di un testo Braille si dice:

Prima di scrivere è necessario esplorare attentamente (col tatto oltre che con gli occhi) gli strumenti di scrittura per comprendere:

Alcuni consigli:

di Silvia Bertolini coordinatrice C.I.S.S. (Centro Integrazione Scolastica Subvedenti)
e di Elisa Stabile, laureata in Psicologia, docente di lingua straniera nella Scuola Elementare, collaboratrice ANS
da www.subvedenti.it
10 Maggio 2007