Titolo pagina: Il maestro quasi cieco, bambini a casa
I genitori dell'elementare di Via Zandonai si riuniscono in Comitato.
Perfler (UC): l'insegnante ha diritto di lavorare.
La preside gli affianca un insegnante.
Provveditorato: proteste eccessive.
Continuano a inasprirsi sempre di più i toni della protesta dei genitori
degli alunni della 1ª B della "Rossetti", che ieri non hanno
portato i loro bambini a scuola per contestare la presenza di Angelo Girardi,
il nuovo supplente ipovedente in carica da giovedì.
Per dare maggior forza alle loro istanze, infatti, le 14 mamme si sono
addirittura coalizzate in un comitato, con tanto di certificato legale.
Dopo aver fatto saltare la lezione ai loro figli, ieri mattina i genitori
hanno avuto l'ennesimo incontro con la vicepreside, nel quale si è aperto
qualche spiraglio per un compromesso: la direzione, infatti, ha assicurato che
nei prossimi giorni i bambini verranno seguiti da un insegnante supplementare
che affiancherà il supplente e la sua accompagnatrice, almeno
finché non si arriverà alla conclusione della vicenda. Una misura che,
sottolinea la preside Maria Rosaria Cavalagli, "era già stata garantita
ai genitori fin dal primo giorno".
Oggi, dunque, i bimbi dovrebbero fare finalmente ritorno in aula, anche se
i genitori non intendono mollare la presa: "La nostra battaglia continua, tanto
che domani faremo uscire i nostri figli alle 12 anziché alle 16, per
evitare che rimangano da soli con il supplente - afferma la Barbara Pitteri,
presidente del comitato -. Ci teniamo, però, a ribadire che la nostra non è
una guerra personale al maestro, ma cerchiamo solo di tutelare la sicurezza dei nostri bambini".
Dopo la presa di posizione del difensore civico Caterina Dolcher a intervenire
sul caso del maestro ipovedente alla Rossetti è anche Daniela Beltrame,
direttrice del CSA: "Personalmente sono molto contraria al comportamento
dei genitori, anche alla luce del loro ruolo di educatori. La loro è
stata una reazione eccessiva, anche perchè la sicurezza dei bambini
non è mai stata messa in discussione, anzi. L'amministrazione
scolastica deve tener conto degli interessi di tutti - continua - e
tutelarli secondo le forme previste dalla legge. Noi come Provveditorato
ci siamo mossi subito per la questione, ma non possiamo rivelare i
procedimenti avviati, in quanto coperti dal segreto di ufficio".
A difendere la posizione del maestro è anche il presidente
dell'Unione italiana ciechi, Hubert Perfler: "Se l'insegnante è idoneo
e ha tutti i requisiti non vedo perchè non possa fare il suo mestiere - afferma -.
Credo che alla base di questi episodi ci sia sempre tanta ignoranza e
insensibilità. Io stesso mi sono sorpreso per la reazione esagerata
e vorrei capire cosa c'è sotto questa storia".
Perfler invita poi Girardi a rivolgersi all'UIC: "Noi ci attiveremo per
difendere la sua dignità di insegnante. Si tratta di diritti
che abbiamo conquistato in 80 anni di battaglie e non
permetteremo a un gruppo di genitori di portarceli via".
Commento di Irene Moretti
In questa circostanza non parlerei di diritti violati. Non ritengo che
un maestro quasi cieco possa essere un buon insegnante nelle scuole
dell'infanzia e primaria.
Del resto i genitori hanno sollevato un legittimo dubbio circa
la salute del maestro dei propri figli parlandone al Preside della scuola.
Non siamo di fronte a un caso di diritti violati unilateralmente e
non si può nemmeno fare demagogia parlando di dignità.
Qui si tratta di rispetto: da un lato degli alunni, dall'altro dell'insegnante
stesso che avrà grazie alle proprie capacità sicuramente altre
opportunità lavorative più adatte alla sua condizione
di ipovedente. La legislazione appare un po' carente: da un lato
vuole difendere il diritto al lavoro dei disabili, dall'altro si afferma
nel contratto di lavoro del Comparto scuola che l'insegnante deve
possedere piene capacità fisiche e psichiche per svolgere la propria mansione.
10 Maggio 2007


