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ATRI Onlus - Associazione Toscana Retinopatici ed Ipovedenti

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Ultimo aggiornamento: 16 Agosto 2010
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Titolo pagina: Il maestro quasi cieco, bambini a casa

I genitori dell'elementare di Via Zandonai si riuniscono in Comitato.
Perfler (UC): l'insegnante ha diritto di lavorare.
La preside gli affianca un insegnante.
Provveditorato: proteste eccessive.

Continuano a inasprirsi sempre di più i toni della protesta dei genitori degli alunni della 1ª B della "Rossetti", che ieri non hanno portato i loro bambini a scuola per contestare la presenza di Angelo Girardi, il nuovo supplente ipovedente in carica da giovedì.
Per dare maggior forza alle loro istanze, infatti, le 14 mamme si sono addirittura coalizzate in un comitato, con tanto di certificato legale.
Dopo aver fatto saltare la lezione ai loro figli, ieri mattina i genitori hanno avuto l'ennesimo incontro con la vicepreside, nel quale si è aperto qualche spiraglio per un compromesso: la direzione, infatti, ha assicurato che nei prossimi giorni i bambini verranno seguiti da un insegnante supplementare che affiancherà il supplente e la sua accompagnatrice, almeno finché non si arriverà alla conclusione della vicenda. Una misura che, sottolinea la preside Maria Rosaria Cavalagli, "era già stata garantita ai genitori fin dal primo giorno".
Oggi, dunque, i bimbi dovrebbero fare finalmente ritorno in aula, anche se i genitori non intendono mollare la presa: "La nostra battaglia continua, tanto che domani faremo uscire i nostri figli alle 12 anziché alle 16, per evitare che rimangano da soli con il supplente - afferma la Barbara Pitteri, presidente del comitato -. Ci teniamo, però, a ribadire che la nostra non è una guerra personale al maestro, ma cerchiamo solo di tutelare la sicurezza dei nostri bambini".
Dopo la presa di posizione del difensore civico Caterina Dolcher a intervenire sul caso del maestro ipovedente alla Rossetti è anche Daniela Beltrame, direttrice del CSA: "Personalmente sono molto contraria al comportamento dei genitori, anche alla luce del loro ruolo di educatori. La loro è stata una reazione eccessiva, anche perchè la sicurezza dei bambini non è mai stata messa in discussione, anzi. L'amministrazione scolastica deve tener conto degli interessi di tutti - continua - e tutelarli secondo le forme previste dalla legge. Noi come Provveditorato ci siamo mossi subito per la questione, ma non possiamo rivelare i procedimenti avviati, in quanto coperti dal segreto di ufficio".
A difendere la posizione del maestro è anche il presidente dell'Unione italiana ciechi, Hubert Perfler: "Se l'insegnante è idoneo e ha tutti i requisiti non vedo perchè non possa fare il suo mestiere - afferma -. Credo che alla base di questi episodi ci sia sempre tanta ignoranza e insensibilità. Io stesso mi sono sorpreso per la reazione esagerata e vorrei capire cosa c'è sotto questa storia".
Perfler invita poi Girardi a rivolgersi all'UIC: "Noi ci attiveremo per difendere la sua dignità di insegnante. Si tratta di diritti che abbiamo conquistato in 80 anni di battaglie e non permetteremo a un gruppo di genitori di portarceli via".

Commento di Irene Moretti
In questa circostanza non parlerei di diritti violati. Non ritengo che un maestro quasi cieco possa essere un buon insegnante nelle scuole dell'infanzia e primaria.
Del resto i genitori hanno sollevato un legittimo dubbio circa la salute del maestro dei propri figli parlandone al Preside della scuola. Non siamo di fronte a un caso di diritti violati unilateralmente e non si può nemmeno fare demagogia parlando di dignità.
Qui si tratta di rispetto: da un lato degli alunni, dall'altro dell'insegnante stesso che avrà grazie alle proprie capacità sicuramente altre opportunità lavorative più adatte alla sua condizione di ipovedente. La legislazione appare un po' carente: da un lato vuole difendere il diritto al lavoro dei disabili, dall'altro si afferma nel contratto di lavoro del Comparto scuola che l'insegnante deve possedere piene capacità fisiche e psichiche per svolgere la propria mansione.

10 Maggio 2007